27 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

forse vi sarà capitato, di fronte ad un bel panorama marino o montano, trovare qualcuno che, seduto davanti al suo cavalletto, cerca di ritrarre quello spettacolo della natura. Oppure, qualche altro che cerca di portare su tela il volto di una persona cara, quasi per poterla avere sempre presente. San Luca, dice Francesco di Sales, ha fatto più o meno la stessa cosa ritraendo il volto della santa Vergine, con lo scopo di imprimerla nel proprio cuore e nel proprio spirito. A questo siamo chiamati tutti noi attraverso “una viva e matura considerazione delle Sue virtù e perfezioni, imprimendole nel nostro cuore per mezzo di un affetto intenso, meditando la sua santa vita e conformando la nostra alla sua”. Pensiamo che in ognuna delle nostre case sia presente un’immagine della Vergine: cosa ci sta a fare se non a ricordarci che vogliamo essere suoi figli ed imparare da Lei ad amare Dio? Ma un artista, spiega il Nostro, prima di mettere mano al suo lavoro, deve trattare la tela o la tavola: pulirla bene, togliere eventuali scorie, trattarla con del gesso acrilico (o cementite) e poi carteggiarla per renderla liscia e far sì che il pennello scorra facilmente e il colore aderisca bene. Allo stesso modo, se si tende alla perfezione evangelica, dobbiamo prima rendere la nostra anima pulita, liscia, senza impurità che sono rappresentate da tutti quei piaceri che il mondo mette continuamente davanti ai nostri occhi. Ma questo, sottolinea Francesco, accade molto raramente in quanto, il più delle volte, i nostri cuori rimangono “ruvidi, grezzi, acidi, malformati e poco civili…” Se non ci si spoglia di tutto questo la ricerca di un autentico amore cristiano resterà una chimera: “Bisogna dunque avere coraggio, perché soltanto dopo che uno sarà lavato e pulito potrà ricevere facilmente i tratti del volto della Vergine”. Ma questo è soltanto il primo passo: “Per il pittore non è sufficiente pulire la tela dalle impurità, la deve pulire anche da tutto il resto…Per essere buoni pittori e pittrici  non è sufficiente che purifichiate i vostri cuori da tutto ciò che è cattivo, ma anche da tutte le altre ‘tinte’ delle quali avreste potuto caricarle”. L’Oratore, evidentemente, si riferisce a tutte quelle imperfezioni, più o meno evidenti, che ci portiamo dietro: fantasie, vanità e quell’amor proprio che, nonostante tutto, continua a far capolino nella nostra vita. C’è anche un’altra condizione, ma di questa parleremo domani.

Preghiamo

Perdona, o Signore, le colpe del tuo popolo, e, poiché la nostra debolezza ci ha resi schiavi del peccato, la tua misericordia converta a te i nostri cuori. Amen

Anche se non siamo dei bravi pittori o pittrici, oggi potremmo, comunque, iniziare a preparare la “nostra tela”. Il resto verrà…

Buona giornata,

PG&PGR