Carissimi,
se fossimo buoni pittori sapremmo bene che la tela o la tavola dove intendiamo dipingere qualcosa, altre ad essere trattate a dovere, devono essere ben fissate al cavalletto e questo ha bisogno di stabilità per evitare che il tutto si muova insieme al pennello. Questa è la terza condizione che ieri abbiamo lasciato in sospeso. Allo stesso modo, dice Francesco di Sales, esortando le religiose della Visitazione, la vita deve essere “ben fissata alla croce del Salvatore e alla vostra vocazione”, come un’imbarcazione deve essere ben ancorata in porto per non andare alla deriva. La croce è l’ancora della salvezza! Pensiamo che questo consiglio possa essere allargato a tutti in quanto è attraverso il sacrificio della Croce che tutti siamo stati redenti. Certamente i laici non sono legati, come noi religiosi, ai voti, ma questo non impedisce che possano essere osservati, compatibilmente con il proprio stato di vita, da tutti i credenti: “O Dio, quale felicità e quale grazia essere saldamente fissati ed inchiodati come quadri ben preparati, per godere e possedere in questa vita il bene che ci viene offerto e dato, e del quale godremo per l’eternità”. Il Salesio, che sappiamo essere un uomo con i piedi ben piantati per terra, deve ammettere che tante anime, “se non fosse richiesto di legarsi alla vocazione alla quale sono state chiamate, vacillerebbero e la lascerebbero alla più piccola difficoltà, alla minima fantasia o desiderio di originalità da cui venissero assaliti e tormentati i loro spiriti”. A questo punto, forse guardando il suo uditorio e vedendo la presenza di tanti laici convenuti per la celebrazione della Professione di due Visitandine e della festa di san Luca, il santo Vescovo fa questa constatazione: “Quanti matrimoni vedremmo frantumarsi, se non fossero resi stabili dal Sacramento che impedisce di cambiare in questo genere di vita!” Purtroppo dobbiamo dire che oggi le cose sono cambiate e il vincolo sacramentale non impedisce più che un matrimonio vada in frantumi e questo perché, in troppi casi, il sacramento viene celebrato con leggerezza e quegli impegni presi davanti a Dio e alla Chiesa, vengono disattesi. Ma questo non si limita al matrimonio. Infatti, aggiunge il Nostro: “Quanti ecclesiastici vediamo abbandonare il sacerdozio (o la vita religiosa) e dimenticarsi della promessa fatta a Dio, al momento dell’Ordinazione (o della professione religiosa)!”. Ci sono altre due condizioni per poter “dipingere bene” la propria vita, ma di queste parleremo nei primi giorni della settimana prossima prima di interrompere i nostri incontri per il Triduo Pasquale.
Preghiamo
O Dio, che hai fatto di tutti i rinati in Cristo la stirpe eletta e il sacerdozio regale, donaci il desiderio e la forza di compiere ciò che comandi, perché il tuo popolo, chiamato alla vita eterna, sia concorde nella fede e nelle opere. Amen
Ed oggi? Prepariamoci bene a celebrare la Domenica delle Palme ed accogliere con gioia il Cristo che entra a Gerusalemme e che vuole entrare anche nei nostri cuori, nelle nostre menti e nelle nostre case.
Buona Domenica delle Palme,
PG&PGR