3 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

siamo sinceri: quali sono i beni che, generalmente, chiediamo a Dio per intercessione di Maria? Quelli spirituali o quelli materiali? La nostra natura ci porta a chiedere più frequentemente questi ultimi, non neghiamolo. Francesco di Sales, per questo, non ci rimprovera, ma ci mette in guardia: “Certamente possiamo chiedere a Dio, per intercessione della Madonna, non soltanto i beni spirituali, come le virtù, ma anche quelli temporali. Tuttavia, è vero che ad una simile e così grande Vergine, non bisogna chiedere delle sciocchezze, come fa qualcuno”.

Chiedere la salute per i propri cari o per sé non è certo una sciocchezza, come non lo è il chiedere la serenità nella propria famiglia o nella propria comunità e la pazienza e la sopportazione per affrontare i momenti difficili; ma senz’altro lo è il chiedere altre cose di cui si potrebbe fare a meno. Prosegue il Nostro: “Sarebbe una inciviltà servirsi della mediazione della nostra gloriosa Regina per cose basse e caduche. Inoltre bisogna trattare le cose sante, i santi e la santa Vergine sempre con un profondo onore e rispetto”. Il Vangelo ci offre due episodi di richiesta di intervento del Signore: il primo, è quello dell’emorroissa (Cfr. Mc 5,21-29; Lc 8,40-48) che, timorosamente, tocca il mantello di Gesù confidando nella sua potenza e per questo viene guarita; il secondo è quello della madre di Giovanni e Giacomo, che chiede, un po’ sfacciatamente, che i suoi figli possano sedere, nel suo Regno, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra (Cfr. Mt 20,20-23): la richiesta non viene respinta, ma procrastinata e suscita la reazione negativa degli altri dieci apostoli. Bisogna, dunque, fare molta attenzione a ciò che chiediamo al Signore senza dimenticare di rimettersi, comunque, alla sua volontà”. L’Oratore, a questo proposito, ci offre due esempi: il primo è quello di san Gregorio, detto il Taumaturgo (III secolo) la cui vita ci è stata tramandata da san Gregorio di Nissa. Dice che Gregorio, “essendo stato creato vescovo di una Diocesi dove c’era molto da fare per la presenza di numerosi eretici (la Diocesi era quella di Neocesarea nel Ponto, attuale Turchia, ndr.), cominciò a preoccuparsi molto seriamente e a temere di non possedere abbastanza scienza ed eloquenza, per respingere i loro errori. Gli apparve, allora, la santa Vergine e lo istruì assicurandogli al propria assistenza. Aveva con sé il caro figlio della croce, ossia san Giovanni evangelista al quale ordinò di scrivere la professione di fede che poi lei passò a Gregorio”. Il secondo esempio è tratto dai “Dialoghi” di san Gregorio Magno. Però, prima di iniziare, il de Sales fa questa precisazione: “Non mi ricordo se l’ho già raccontato…ma anche se l’avessi fatto, lo ripeterei, perché non mi trovo davanti a persone così annoiate che non siano in grado di ascoltare due volte la stessa cosa…”. Caro Francesco, non lo ricordiamo neanche noi e ti chiediamo, quindi di narrarlo egualmente. Risposta del Nostro: Lo farò certamente, ma dovrete avere pazienza fino a domani e per il momento, preghiamo insieme:

Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa e poiché, a causa della debolezza umana, non può sostenersi senza di te, il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo

e la guidi alla salvezza eterna. Amen

 

Oggi, non abbiamo timore di chiedere; Gesù stesso ha detto: «Chiedete e vi sarà dato…», ma facciamo attenzione a ciò che chiediamo e a come lo chiediamo.

Buona giornata,

PG&PGR