Carissimi,
ieri abbiamo iniziato la Settimana Santa che ci farà rivivere il mistero della morte e resurrezione del Signore. A lui rivolgiamo il nostro pensiero mentre torniamo a Francesco di Sales che ci dice: “La quarta condizione per dipingere bene è trovarsi in un luogo oscuro, ossia dove non c’è troppa luce”. Sembra strano ma, se ci riflettiamo bene, capiamo che la troppa luce potrebbe falsare l’intensità del colore e, di conseguenza, tutta l’opera.
E fa questa considerazione: “Come sono felici quelli che non portano in Religione, dei grandi e belli intelletti! Sono i migliori, perché, non godendo di molta luce naturale, sono più disponibili a ricevere quella dello Spirito Santo…”. E questo ci sembra valido per tutti e per ogni ambiente: chi è molto istruito o molto intelligente (o quanto meno si ritiene tale!), difficilmente sarà così umile da accogliere anche il pensiero degli altri quando si oppone al suo. Gesù stesso non ha scelto come apostoli uomini illustri, sacerdoti, scribi, o dottori della legge, ma dei semplici e poveri pescatori e, addirittura, un pubblico peccatore. Coloro che ostentano molta intelligenza penseranno “di non avere bisogno della guida degli altri e non saranno mai buoni pittori…Devono, dunque chiudere l’imposta abbandonando la luce naturale o immaginaria per ricevere quella soprannaturale che Dio trasmette nell’oscurità interiore”. L’ultima condizione necessaria, spiega l’Oratore, per ben dipingere, è l’attenzione allo sguardo: quello del pittore verso il soggetto scelto per fissarne bene i lineamenti e l’espressione e quello del soggetto che deve restare fisso in un punto. Francesco, sempre pieno di immaginazione dice che Maria, nonostante la sua umiltà, accondiscese all’essere ritratta da Luca e questi impresse molto bene, nella propria immaginazione “e ancor più nel proprio cuore, la forma e i lineamenti di quella santa Donna, per riportarla il più fedelmente possibile…per la consolazione di tutti i mortali”. Lo sguardo materno di Maria ha accompagnato per tutta la vita san Luca che ha dimostrato, per tutto il suo percorso costanza e perseveranza e questo si evince anche dal suo comportamento “nei confronti di san Paolo, che non abbandonò mai seguendolo dappertutto: sia nelle avversità come nei momenti favorevoli, nelle catene e nelle persecuzioni”. La stima e il rispetto dell’evangelista per il suo maestro è Paolo stesso ad attestarlo: scrivendo a Timoteo (2Tm 4,11) dice, infatti, «Solo Luca è con me» e si potrebbe supporre che sia stato testimone del suo martirio. Come abbiamo detto all’inizio di questa Esortazione, Luca non ha conosciuto personalmente Gesù e lo scrive chiaramente nel suo Vangelo, ma quelle vicende che in esso sono narrate le ha ricevute da coloro che ne furono testimoni (Lc 1,2-3). Anche noi, seppur dopo tanti secoli, le abbiamo ricevute da altri e siamo chiamati, oltre che a testimoniarle, a trasmetterle alle generazioni future.
Preghiamo
O Dio, che hai illuminato il tuo popolo con la tua parola di vita, fa’ che la fede in te sia sempre più forte e ci sostenga nel nostro cammino di conversione e di amore. Amen
Anche oggi sentiamoci “ingaggiati” dal Signore per trasmettere a tutti coloro che incontreremo il suo messaggio d’amore e di pace.
Buon lunedì santo,
PG&PGR