Carissimi,
Francesco di Sales inizia questa sezione col dire: “Finisco, ma prima vi dirò ancora questo…”. Siamo ormai abituati a sentirlo dire che sta finendo il suo discorso…che poi durerà ancora un po’ di tempo! Ma ecco cosa dice: “La santa Vergine, tra le altre cose, insegnò a questo evangelista (sta sempre parlando di san Luca), la santa umiltà tanto necessaria alle Religiose”, ma noi ci permettiamo di dire “a tutti”.
Aggiunge che san Luca ha avuto due grandi maestri: san Paolo e la Vergine e fu lei “che gli insegnò a scrivere con uno stile umile – benché uomo di grande cultura – e a trattare i misteri profondi e nascosti, come quello della nascita di Nostro Signore presentando quel Bambino avvolto in fasce e pannolini, adagiato sul fieno e sulla paglia”. Probabilmente, San Francesco, nell’allestire il primo presepe, nel 1223 a Greccio, si è ispirato al Vangelo di Luca, l’unico che ci racconta la nascita di Gesù sottolineando alcuni umili particolari. Inoltre, ci fa notare il de Sales, è il solo evangelista a parlare della visita di Maria a santa Elisabetta e della nascita del Battista: notizie che, con molta probabilità, ha appreso direttamente dalla stessa Vergine e col suo stile accessibile a tutti ci invita a considerare i misteri semplici ed umili della vita del Cristo. Non bisogna comunque dimenticare che Luca “veniva spesso mandato in missione da san Paolo per il bene della Chiesa” e nella narrazione degli “Atti degli Apostoli”, lo fa con estrema semplicità ed umiltà “senza parlare dei prodigi operati né delle sofferenze patite” e per umiltà non usa mai la prima persona singolare, ma sempre il plurale. L’Oratore ci fa anche notare un particolare: negli “Atti”, parlando dell’elezione di Mattia che sostituirà Giuda nel Collegio Apostolico, Luca dice che erano riuniti i discepoli, alcune donne e Maria, menzionandola per ultima (At 1,14). Sembra una incongruenza. Ma prima di spiegare il motivo di questa “stranezza”, fa questa brevissima riflessione: san Luca ha scritto il suo secondo libro, gli Atti degli Apostoli, per riferire le loro azioni e l’inizio della Chiesa; la scelta di Mattia, dunque, “sta a sottolineare la necessità della successione apostolica” e il numero degli Apostoli, dodici, scelto da Gesù stesso, vuole rappresentare e dare continuità alle dodici tribù di Israele, simbolizzando la pienezza e l’inizio di una nuova alleanza della quale Maria è la figura centrale. Dopo questa precisazione il Nostro torna a ciò che diceva prima a proposito dell’apparente incongruenza del nominare per ultima la santa Vergine che, in realtà è un gesto di rispetto e di onore. Infatti, spiega che “in certi passi della Sacra Scrittura, si trova che i più grandi sono nominati per ultimi”. E Gesù ha detto chiaramente che gli ultimi saranno i primi (Cfr. Lc 13,30). Conclude, per oggi: “Quando, dunque, san Luca scrive: Colà si trovavano gli Apostoli, i discepoli, le donne e Maria madre di Gesù, non è per dire che è minore delle persone nominate prima, ma anzi, per dimostrare che lei da sola vale più di tutti gli altri messi insieme”.
Preghiamo
“Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Amen
Ed oggi, pensando alla santa Verine, chiediamo al Signore di saper imparare da Lei a vivere nell’umiltà.
Buon martedì santo,
PG&PGR