Carissimi,
la pazienza, ci direbbe Francesco di Sales, è una grande virtù e, visto che l’abbiamo avuta, ecco il secondo esempio promesso che leggeremo nella sua interezza: “Si racconta che nella città di Roma, viveva una bambina di sette anni, che si chiamava Musa. La piccola Musetta era molto devota alla nostra santa Signora, e tutti i giorni le baciava i suoi santi piedi. Un giorno le apparve la Madonna, vestita come una regina, con abiti bellissimi, accompagnata da una schiera di fanciulle tutte vestite di bianco.
Si rivolse alla piccola Musa e disse di avvicinarsi a quelle vergini; ma lei si schermì dicendo che non ne aveva il coraggio. Vedi quanto era umile e educata! La Madonna aggiunse: Orsù, figlia mia, sii saggia e modesta e non essere vanitosa. Vivrai soltanto altri trenta giorni, dopo di che ti verrò a prendere e ti unirò a queste vergini. Poi disparve, e la piccola Musa, al risveglio, si trovò completamente mutata: visse con una così grande saggezza e modestia che tutti ne erano molto meravigliati perché quella saggezza era superiore alla sua età. I genitori la presero in disparte e le chiesero qual era la causa di tutto ciò; rispose che le era apparsa la Madonna con una schiera di vergini e le aveva detto di non essere vanitosa ma modesta, perché sarebbe tornata a prenderla alla fine dei trenta giorni, per condurla con sé. Il papà e la mamma non dissero nulla, per l’onore che nutrivano per la santa Madre di Dio. Dopo venticinque giorni la bambina venne assalita da una febbre continua che le durò cinque giorni, dopo di che morì e la Madonna la venne a prendere”. Francesco ora ci invita a pensare a cosa ricaviamo da questi due racconti: il primo, quello di Gregorio e quello di Musetta: il primo ci sprona a confidare in Maria per vincere le nostre paure e preoccupazioni; il secondo ci insegna che l’intervento della Madonna, nella nostra vita, chiede qualche sacrificio, anche l’avere l’impressione di essere abbandonati da Dio ma credere, comunque, che dove c’è maggiore difficoltà, c’è maggiore virtù. Affidiamoci, dunque, con grande serenità a Maria durante la nostra esistenza terrena affinché “assieme a Lei possiamo cantare: l’anima mia magnifica il Signore”. Con queste parole Francesco conclude l’Esortazione.
Preghiamo
Custodisci, o Padre, la tua famiglia nell’impegno delle buone opere; confortala con il tuo aiuto nel cammino della vita e guidala al possesso dei beni eterni. Amen
E se oggi si presenterà l’occasione di far visita a qualcuno, soprattutto se anziano/a o ammalato/a, ricordiamoci della visita di Maria a santa Elisabetta… e che anche noi possiamo essere veicoli dello Spirito Santo.
Buona giornata,
PG&PGR