Carissimi,
il popolo d’Israele, dopo le tante mormorazioni e i tanti “tradimenti” durante la sua peregrinazione nel deserto, dopo la morte di Mosè e Aronne, condotto dal prode Giosuè, conquista finalmente la Terra promessa. Ma i suoi guai, dovuti soprattutto alla sua infedeltà al Dio dei Padri, non sono finiti e torna quindi a lamentarsi. Siamo a circa mille anni prima di Cristo e Dio ha suscitato, per il suo popolo, un grande profeta, Samuele, al quale esso si rivolge reclamando un re. Commenta Francesco di Sales: “Popolo ingrato e mormoratore! Il Signore, il Dio vivente, anche se invisibile, è il loro Re e il loro Principe, il loro scettro e la loro corona imperiale; ma non si accontentano, anzi, ne vogliono un altro”. Gli ebrei avevano ben sperimentato la tirannia dei sovrani umani attraverso la crudeltà del faraone, “tuttavia non smettono di pensare e desiderare di lasciare quel Bene per cercarne uno migliore, benché sia inutile, poiché sarebbe pretendere l’impossibile”. Questo ci porta a riflettere sul fatto che tante persone, anche sedicenti cristiani, mettono da parte Dio ed eleggono come sovrani della propria vita le comodità, le ricchezze, il libertinaggio o, peggio ancora, la sopraffazione di altre persone o di altri popoli. Qualcuno si chiede: perché Dio, che può tutto, non lo impedisce? Ma Egli, quando l’uomo sceglie strade sbagliate, rispettando la libertà che ha concesso alle sue creature, non si oppone, come non si è opposto alla richiesta degli israeliti concedendo loro un re: “Visto che vi lamentate di essere senza re, stimando che le altre nazioni siano più felici perché ne hanno nonostante siano crudeli e tiranni, d’ora in poi anche voi ne avrete uno e gli obbedirete”. Il povero Samuele cercò di mettere in guardia il popolo, prospettando ciò che sarebbe accaduto. Per comprendere meglio, sarebbe utile, se ne avete il tempo e la voglia, di rileggere il brano in questione (1 Sam 8, 10-20). Ma il popolo non volle ascoltare e Saul divenne il loro re con le conseguenze che Dio aveva detto per bocca del profeta. A questo punto ringraziamo Francesco per questo “ripasso” della storia del popolo eletto, ma gli vogliamo, cortesemente chiedere: cosa c’entra tutto questo con la festa di santa Maria Maddalena e con la vestizione delle nuove Visitandine? Ed ecco la sua risposta: “Tutto ciò non è in tema, ma mi sono servito di questo racconto per introdurre il mio discorso”. Un discorso che affronteremo nei prossimi giorni. Dunque, per oggi, ci fermiamo qui: crediamo di avere tante cose sulle quali riflettere.
Preghiamo
Dio onnipotente e misericordioso, donaci di essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima e progredire nel nostro cammino, per giungere alla Pasqua con spirito rinnovato. Amen
Oggi e sempre chiediamo al Signore di essere Lui il re del nostro cuore, dei nostri pensieri, delle nostre azioni; che regni istruendo la nostra volontà sempre verso il bene.
Buona giornata,
PG&PGR