Carissimi,
Gesù ci ha insegnato a pregare e lo ha fatto, dice Francesco di Sales, attraverso la preghiera immediata che è “sicuramente filiale e piena di fiducia” in quanto, attraverso di questa, ci rivolgiamo direttamente a Dio come a nostro Padre. Il testo del Padre Nostro che generalmente recitiamo, anche durante la celebrazione Eucaristica, lo troviamo nel Vangelo di san Matteo (6, 9-13), inserita nel “Discorso della montagna”, ma con questa premessa: «Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate» (Mt 6, 7-8). Questa affermazione del Signore potrebbe suscitare una domanda legittima: se Dio sa già di cosa abbiamo bisogno, a cosa serve questa preghiera? Ed ecco la risposta: Non preghiamo per Dio, ma per noi stessi e in questo modo entriamo in relazione con Lui che è Padre riconoscendoci suoi figli sempre bisognosi del suo aiuto e della sua grazia. “O Dio – esclama il de Sales – che parola piena d’amore è questa, e come riempie il cuore di dolcezza e di fiducia filiale!” Come i bambini imparano pian piano a chiedere ciò di cui hanno bisogno, anche se i genitori già lo sanno, anche noi dobbiamo imparare a chiedere, nel modo giusto e senza pretese. Francesco prosegue nella sua esposizione dicendo che “la seconda persona che interviene nella preghiera è quella che domanda” e ci fa notare che c’è differenza tra pregare e domandare: la domanda la esercita chi ha diritto a ricevere qualcosa, ma la preghiera è, prima di tutto, rendere grazie e gloria a Dio pregandolo di ascoltarci. Pensiamo alla prima parte del Padre Nostro nella quale glorifichiamo Dio, la venuta del suo regno e il compiersi della sua volontà e solo nella seconda parte chiediamo qualcosa di più personale. “La terza persona – continua il Nostro – che interviene nella preghiera è la creatura ragionevole”, siamo noi: “Noi cristiani, che viviamo in questa valle di miserie, preghiamo e indirizziamo le nostre richieste e i nostri sospiri al Cielo, implorando l’aiuto di Dio e chiedendogli la sua grazia; a tal fine ricorriamo all’invocazione dei santi, supplicandoli di intercedere per quello che ci riguarda, noi che siamo avventizi e pellegrini su questa terra, e di aiutarci a giungere a quella felicità della quale essi godono”.
Preghiamo con le parole della liturgia odierna
Dio onnipotente ed eterno, che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Amen
Seguendo l’invito di Francesco chiediamo, oggi, l’aiuto di Dio, in particolare per questo mondo che sembra amare sempre di meno la pace.
Buona giornata,
PG&PGR