Carissimi,
in questa Esortazione di Francesco di Sales sull’intercessione dei santi nei nostri confronti, non poteva certamente mancare un ulteriore accenno all’umiltà della Vergine Maria che, dichiarandosi “serva del Signore”, si mostrò “così straordinaria da meravigliare gli stessi angeli”. Ma sua umiltà, così evidente durante la vita terrena, “è ora in Cielo mille e mille volte più grande di quanto non fosse quaggiù, perché ha una conoscenza di Dio mille volte più profonda di quanto non l’avesse allora”.
Dobbiamo, però, dire che l’intercessione di Maria e dei Santi verso di noi può incontrare degli ostacoli che derivano, soprattutto, dalla nostra poca umiltà che spesso ci impedisce di goderne pienamente. Prosegue il Nostro: “Se da parte nostra non cooperiamo, sicuramente ci renderemo incapaci del loro aiuto. E’ ridicolo chiedere ai santi che intercedano per noi e ci ottengano delle grazie, se da parte nostra non vogliamo prepararci a riceverle”. Spesso, non lo neghiamo, abbiamo delle pretese assurde: chiediamo, chiediamo, ma siamo sempre poco propensi a renderci disponibili a ciò che ci viene chiesto: “Noi li preghiamo di ottenerci delle virtù e poi non vogliamo metterci in condizione di esercitarle, né compiere alcun atto; pretendiamo che i santi ce le ottengano mentre noi facciamo atti contrari alle virtù che chiediamo”. In questo l’uomo è veramente incosciente e troppo spesso dimentica che Dio, volendo sempre essere misericordioso verso di noi, ci chiede comunque di cooperare all’azione della sua grazia e quindi “quando gli chiediamo una virtù tramite i santi, ce l’accorda se noi cominciamo prima a praticarla”. Non facciamo, dunque, come quei pazienti che si rivolgono al medico per risolvere qualche problema di digestione, ma continuano ad ignorare che, il primo passo, lo devono fare loro adottando una adeguata alimentazione. E qui Francesco ribadisce quale sia l’importanza della nostra libertà e volontà: in accordo con sant’Agostino e san Bernardo afferma che Dio non intende salvarci senza di noi e “non vuole violentare la nostra libertà né salvare alcuno con la forza, gli occorre il nostro consenso e la cooperazione della grazia”. Quante preghiere si fanno per la pace, per coloro che soffrono la fame, che sono discriminati, abbandonati a se stessi… Ma con quanto “cuore” si fanno? L’uomo è veramente disposto a fare ciò che gli è possibile per alleviare le sofferenze altrui, o gli interessi personali o nazionali continuano ad essere di ostacolo? Affidiamoci alla misericordia di Dio e permettiamogli, con le nostre scelte, di esercitarla.
Preghiamo con le parole della liturgia odierna
Dio onnipotente, a noi che, rinnovati dai sacramenti pasquali, abbiamo abbandonato la somiglianza con il primo uomo, concedi di essere conformati alla tua immagine di Creatore, Amen
Se oggi il nostro impegno sarà veramente quello di seguire la volontà di Dio nella libertà, rivolgiamoci a Lui con fede per ottenere, per noi e per gli altri, i suoi doni.
Buona giornata,
PG&PGR