15 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

ogni volta che ascoltiamo o leggiamo il Vangelo delle Beatitudini non possiamo fare a meno di pensare che il mondo, da duemila anni a questa parte continua a rifiutarle o a considerarle soltanto un discorso teorico, tendente al buonismo, ma impossibile, o quasi, da mettere in pratica. Francesco di Sales prosegue nel suo discorso invitandoci a riflettere sulla settima beatitudine (Mt 5,9): “Beati gli operatori di pace”. Ma chi sono effettivamente questi operatori di pace? E cosa dice di loro la mentalità mondana?

“Dato che la bontà esige che si reprimano i movimenti di collera, che si sia dolci, cordiali e pieni di mansuetudine verso tutti, che si perdoni ai nemici, che si sopportino i disprezzi, le vanità del secolo, il mondo, che ha uno spirito esattamente all’opposto, dice: Beato chi si vendica sul suo nemico, chi si fa temere e rispettare da tutti e a cui nessuno vorrebbe fare un affronto e rivolgere una parola di disprezzo; quant’è felice l’uomo di tal fatta! Mentre considera infelice chi è dolce e benigno tra i disprezzi e le avversità”. Se consideriamo il nostro tempo ci accorgiamo che nulla è cambiato: i violenti continuano ad esserlo sempre di più; i profittatori, dando spazio alla fantasia, continuano a raggirare sprovvedute vittime, soprattutto gli anziani; i ladri, anche quelli in giacca e cravatta, dall’apparenza di brave persone, continuano ad ingannare e raggirare. E poi ci sono i cosiddetti “grandi della terra” che, sentendosi sempre più grandi e più padroni del mondo, continuano nella loro opera di sopraffazione mascherandosi da benefattori. E l’elenco potrebbe continuare… Ma la Parola del Signore, dice il Nostro, lanciata come una pietra ai piedi della grande statua di cui ci ha parlato ieri, supererà la superbia e l’arroganza, sulle quali il mondo fonda la sua beatitudine. E la conferma di questo ci viene dalle “contro-beatitudini” che troviamo nel Vangelo di san Luca (6, 24-26) dove alla beatitudine di chi persegue il bene, viene opposto il termine “Guai”. Questi due versetti potrebbero sembrare delle minacce del Signore, ma in effetti tendono a far ripensare la propria vita e a correggerla. Volendo la salvezza per tutti ci invita a fare un salto di qualità ed imparare a vivere secondo una visione che va al di là dei beni terreni. A domani.

Preghiamo

O Padre, che nella Pasqua del tuo Figlio hai ristabilito l’uomo nella dignità perduta e gli hai dato la speranza della risurrezione, fa’ che accogliamo nell’amore il mistero celebrato ogni anno nella fede. Amen

Prendiamo sul serio il messaggio delle Beatitudini. Possiamo prendere esempio dalla vita del santo che, anche se siamo ancora nel Tempo Pasquale, la Chiesa ricorda: san Damiano de Veuster che, rinunciando ad una vita comoda, offrì la sua esistenza a favore dei malati di lebbra relegati nell’isola di Molokai, nelle Hawaii, e morì contraendo quel temibile morbo.

Buona giornata,

PG&PGR