Carissimi,
Francesco di Sales continua nella sua riflessione sulle Beatitudini prendendo in esame la seconda, cambiando i termini, ma non il contenuto: Beati quelli che piangono, perché saranno consolati. E commenta: “…mentre il mondo dice: beati quelli che ridono e si danno alla bella vita, quelli che danzano nei balli, quelli che fanno le mascherate e rincorrono i piaceri e le vanità; guai a chi piange”.
Certamente l’Oratore non vuole biasimare il sano “divertimento” o il sano svago, quello di cui tutti abbiamo bisogno per “disintossicarci” dai problemi quotidiani. Ma vogliamo sottolineare l’aggettivo “sano”, cioè quello che non porta pregiudizio e noi stessi e, soprattutto agli altri. Prosegue: “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia; beati non soltanto quelli che operano la giustizia, ma anche quelli che sono perseguitati per la giustizia”. E questo crediamo sia uno dei capitoli più dolorosi della storia umana e non solo di quella passata, ma anche di quella presente; l’ingiustizia sembra essere uno dei capisaldi dei “grandi” e dei prepotenti contro i più deboli. Proviamo a chiederci in quanti paesi accade questo. Il concetto di giustizia troppo spesso viene penalizzato dalla legge del più forte, da chi impone la propria volontà con la forza delle armi, con la violenza per proprio tornaconto o per la supremazia nazionale sugli altri popoli. E peggio ancora quando il potere viene esercitato in forza di principi religiosi. Non possiamo certamente negare che, nei secoli passati, sono caduti in questo errore anche tanti uomini di Chiesa che hanno perseguitato, spesso anche in modo cruento, tanti innocenti. Ci tornano alla mente le parole di san Giovanni Paolo II che, durante il grande Giubileo del 2000, nel discorso tenuto nella “Giornata del perdono (12 marzo 2000), ebbe il coraggio di chiedere pubblicamente perdono per i peccati e gli errori commessi dalla Chiesa (o meglio dagli uomini appartenenti alla Chiesa), nel corso dei secoli: guerre di religione, persecuzioni, colonialismo, inquisizione, ecc. Certamente, nel corso dei secoli, anche altre istituzioni si sono macchiate di queste colpe, ma nessuno ha avuto il coraggio di quel santo papa. Torniamo da Francesco di Sales che, nuovamente, sottolinea che il mondo è contrario ai precetti del Vangelo e “per questo Nostro Signore, considerando quella statua, non in sogno come Nabucodonosor, ma nella realtà, vedendo che aveva i piedi di creta fragile – ossia, che tutto quello che questo secolo apprezza non è fondato che su cose che periscono e passano – lanciò, come abbiamo detto, quella pietra delle Beatitudini, nelle quali è racchiusa tutta la perfezione umana”. Francesco si riferisce al suo secolo…ma il nostro non è certamente migliore. A domani per concludere.
Preghiamo
O Dio, che hai compiuto il sacrificio della Pasqua per la salvezza del mondo, ascolta le preghiere del tuo popolo: Cristo, Sommo Sacerdote che intercede per noi, come vero uomo ci doni la riconciliazione e come vero Dio ci liberi dal peccato. Amen
Forse anche noi potremmo, oggi, chiedere perdono a chi abbiamo giudicato o trattato con superficialità.
Buona giornata,
PG&PGR