20 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

per introdurre la nuova Esortazione che risale al 1° gennaio 1622, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e cioè a quando Abramo, circa 1.800 anni prima di Cristo (secondo la datazione biblica),  su comando di Dio, ordinò per tutti i suoi discendenti (evidentemente maschi!) la circoncisione; Mosè, circa seicento anni dopo, la rese precetto fondamentale per il popolo ebraico e fissandola all’ottavo giorno dalla nascita. Anche Gesù, all’ottavo giorno, venne circonciso e questo evento, per diversi secoli, è stato celebrato il primo giorno dell’anno col nome di “Festa della circoncisione di Gesù”; nel 1974, a seguito del Concilio Vaticano II, il santo papa Paolo VI volle ripristinare un’antica tradizione che, nel primo giorno dell’anno, celebrava la Solennità di Maria, Madre di Dio. Questa Esortazione, che leggeremo insieme per diversi giorni, dunque, segue la vecchia liturgia che, esattamente otto giorni dopo la celebrazione della sua nascita, ricordava la circoncisione del bambino Gesù. Francesco di Sales esordisce dicendo che il tempo appartiene a Dio facendoci notare che “gli antichi (popoli pagani) avevano accomodato i giorni…dando loro dei nomi propri…appartenenti ai loro falsi dei, quale Marte (il martedì), Mercurio (mercoledì), Giove (giovedì), e altri simili”. Il lunedì era posto sotto l’influsso della luna, il venerdì sotto quello di Venere, il sabato sotto quello di  Saturno e la domenica sotto quello del Sole. Alcune lingue moderne, per la domenica, hanno conservato l’antica dizione: Sunday e Sonntag. Per eliminare l’idea di falsi dèi, la Chiesa, nel corso dei secoli, ha voluto dedicare i giorni dell’anno a vari santi e il primo giorno dell’anno “e con esso tutto l’anno” a Nostro Signore. Infatti, la riforma liturgica del ’74, dedicando a Maria questo giorno, non mette certamente da parte Colui del quale ella è Madre. Ma torniamo ai tempi di Francesco che dice: “Oggi facciamo la festa della Circoncisione del nostro divin Salvatore che, dopo essere stato circonciso, ricevette il santo nome di Gesù”. Sappiamo che il nome del neonato era imposto dal padre e Giuseppe, padre “legale” del Signore, gli impose il nome di Gesù (Cfr. Mt 1,21), in ebraico Yeshua (forma abbreviata di Yehoshua) che vuol significa Dio salva. La liturgia del XVII secolo prevedeva, per questo giorno, il Vangelo di san Luca (2,21) e il Nostro sottolinea che “benché sia il più corto di tutto l’anno, non per questo non è molto alto o molto profondo; infatti, in esso si fa menzione del sangue e del nome di Gesù” e in quel nome, che tanti ancora oggi oltraggiano, è racchiusa tutta la storia della Salvezza.

Preghiamo

Dio onnipotente, fa’ che, spogliati dell’uomo vecchio con le sue passioni ingannevoli, viviamo come veri discepoli di Cristo, al quale ci hai resi conformi con i sacramenti pasquali. Amen

 

E’ lunedì! Giorno non dedicato alla luna ma, come tutti gli altri 364, a Nostro Signore che, ancora una volta, ci chiede di seguirlo sulla strada del Vangelo che Lui ha indicato.

Buona giornata,

PG&PGR