23 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il nostro Francesco di Sales continua ad elencare i presunti “escamotage” che i suoi contemporanei (e anche i nostri) mettevano in atto per “circoncidersi” il cuore e dice: “Altri poi sono avari, bramosi di ammucchiare e di possedere ricchezze, beni, comodità; ebbene, costoro, se decidono di circoncidersi, si mettono a fare veglie, grandi digiuni e astinenze, si caricano di cilici, di cinture, e che so d’altro e, così facendo, pensano di essere santi già a metà”. Questo ci fa pensare alle parole che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume» (Mt 23,27). “O Dio, cosa fate? – commenta e chiede il de Sales – Quelle veglie e quei digiuni sono buoni, ma voi fate male la vostra circoncisione spirituale, perché non cominciate dalla parte che più ne ha bisogno; il male si trova nel cuore, mentre voi circoncidete il corpo…Eliminate dal vostro cuore tanti affetti sregolati per le ricchezze, gli onori e le comodità; mettete mano al coltello della circoncisione con sicurezza e coraggio nei confronti di quel cuore e di tutti quegli affetti, e cominciate da lì, perché quella è la vostra parte più malata”. In effetti, pensiamoci: a che cosa valgono le “penitenze” esteriori se poi non hanno una rispondenza reale nella convinzione di aver bisogno di una vera conversione? Quanti “bravi” cristiani pensano di non avere bisogno di conversione profonda solo perché osservano dei precetti esteriori? L’Oratore, in questo, è molto chiaro e diretto: “Altri si daranno a grandi penitenze e austerità, macerando i loro corpi con ogni sorta di privazioni e di fatiche, ma non esiteranno ad intingere la loro lingua nel sangue del prossimo sparlando e calunniando…” Forse ricorderete quante volte il compianto papa Francesco ha condannato apertamente le chiacchiere “da servette” definendole addirittura “terrorismo” e dicendo che il cristiano, prima di chiacchierare e dare giudizi, deve fermarsi a riflettere. Il “chiacchiericcio”, sottolineò in una catechesi, è un peccato da non sottovalutare e da evitare assolutamente soprattutto in ambienti come quelli parrocchiali…

Preghiamo con le parole che questo tempo pasquale ci propone:

O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il tuo dono, perché, liberi da ogni errore, aderiamo sempre più alla tua parola di verità. Amen

 

Chiediamo al Signore di liberarci dal male della critica distruttiva, della maldicenza e del giudizio superficiale. Se queste cose fanno male alla società, lo fanno molto di più alla Chiesa.

Buona giornata,

PG&PGR