8 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

c’è una meravigliosa corrispondenza, dice Francesco di Sales, tra il cielo e la terra “che è tale che si può dire che il cielo è il marito della terra, ed essa non può produrre nulla se non con il concorso degli influssi che ne riceve”. Infatti, come già dicevano alcuni filosofi greci tra i quali Platone, il cielo, o meglio, gli astri quali il sole e la luna, hanno un grande influsso sulla produzione dei frutti della terra. Sappiamo tutti che il mondo vegetale ha bisogno della luce del sole; ma in modo particolare è la luna, con le sue fasi, che induce a seminare, in determinati periodi e stagioni. E cosa dà la terra in contraccambio, al “cielo”? “Gli esibisce le piante, i fiori e i frutti…In conclusione, è una cosa che piace vedere la corrispondenza tra il cielo e la terra”. Frutti diversi per ogni stagione e la stessa cosa per i fiori! Almeno era così fin quando l’uomo, avvelenando l’aria in tanti modi, ha contribuito alla “rivoluzione” delle stagioni…! Ma nelle cose di Dio nulla è cambiato ed è rimasto invariato il rapporto tra la Gerusalemme celeste e quella terrestre, tra la Chiesa trionfante e quella militante: “La Chiesa militante fa, quaggiù in terra, quello che crede si faccia lassù in quella trionfante, e, come una buona madre ricava tutto ciò che può dalla Gerusalemme celeste per nutrire i suoi figli”. Ripensiamo all’educazione religiosa e sociale che abbiamo ricevuto: il rispetto per gli altri e per le cose altrui, quello di ciò che la Provvidenza ci offre, la gratitudine, ecc. La Chiesa terrena, nel celebrare la festa di tutti i santi, fa la stessa cosa offrendo degli esempi da imitare. Continua l’Oratore: “Dirò, dunque, qualche cosa, più brevemente che mi sarà possibile (ma ormai abbiamo imparato che l’avverbio “brevemente” ha per Francesco una certa…elasticità!) su ciò che si deve fare per celebrare come si conviene questa festa, riducendo tutto a tre punti: metterò in evidenza il primo, gli altri due verranno di conseguenza”. Il primo punto sul quale il santo vescovo richiama la nostra attenzione riguarda l’intercessione dei santi nei nostri confronti. Dice che Dio stesso “vuole che ricorriamo all’invocazione dei santi e delle sante e che essi siano i nostri mediatori”. L’amore di Dio per noi sue creature, si rende visibile attraverso l’opera degli spiriti beati e degli angeli, nostri custodi i quali, amandoci “non soltanto desiderano per noi i favori celesti, ma ce li procurano, spinti a ciò dalla carità”. Quando si chiede l’intercessione di qualche santo/a per ricevere da Dio qualche grazia particolare, essi fanno un’opera di mediazione e per questo è bene ricordare che i santi non fanno miracoli, ma è Dio che li fa ascoltando, tramite loro, le nostre preghiere. Ma, aggiunge il Nostro “i santi hanno anche un altro motivo per chiedere e desiderare che Dio ci conceda la sua grazia”; ma di questo ce ne parlerà domani. Preghiamo con le parole della liturgia della festa di Tutti i Santi

Dio onnipotente ed eterno, che ci doni la gioia di celebrare in un’unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessione di tanti nostri fratelli, l’abbondanza della tua misericordia. Amen

Chiediamo sempre l’aiuto di Dio e, anche oggi, “disturbiamo” tranquillamente i santi; in fondo, sono nostri fratelli e sorelle. Buona giornata,

PG&PGR