9 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

un altro motivo che hanno i santi per chiedere e desiderare che Dio ci conceda la sua grazia, dice Francesco di Sales, è “perché vedono in Lui un forte desiderio di concedercela; questo fa sì che essi ce la desiderino e ce la procurino con un amore molto grande, poiché lo vedono grande in Dio”. Ma pregare ed invocare i santi è giusto? I nostri “fratelli separati”, cioè le confessioni protestanti, negano che lo sia in quanto solo Gesù Cristo è il Mediatore tra Dio e l’uomo. Questo è vero, ma noi cattolici, e qui sta la grande differenza, attraverso la preghiera, chiediamo il loro aiuto “per ottenere le grazie e i favori di cui abbiamo bisogno”.

In fondo è un atto di umiltà chiedere il loro intervento a nostro favore. Afferma il Salesio: “Nostro Signore gradisce talmente che si ricorra all’invocazione dei santi…ed Egli stesso li invita ad intercedere dimostrando loro il desiderio che chiedano le grazie di cui abbiamo bisogno”. Spesso ci capita di sentire qualcuno che dice di non sapere cosa chiedere a Dio o come chiederlo e questo perché la nostra prospettiva è limitata alle cose terrene. L’aiuto dei santi, i nostri “fratelli e sorelle maggiori”, si rende dunque utile in quanto loro sanno, meglio di noi, di cosa abbiamo veramente bisogno. La preghiera assume un ruolo importante e Francesco asserisce che, in essa, intervengono tre persone: La prima è quella che si prega; la seconda, quella per mezzo della quale si fa la richiesta; la terza è quella che prega”. Evidentemente la prima persona è Dio stesso in quanto “è Lui solo che possiede in sé tutti i tesori della grazia e della gloria. Perciò, quando preghiamo i santi non è a loro che rivolgiamo la nostra richiesta di virtù o di favori, ma li preghiamo di chiederli per noi, perché spetta a Dio soltanto concedere le sue grazie come gli piace e a chi gli piace”. A questo punto l’Oratore aggiunge che Dio si può pregare in due modi: immediato o mediato. Il primo si riferisce alla preghiera rivolta direttamente a Dio, senza alcuna mediazione, come, ad esempio, fecero il centurione (Mt 8,6-8), il pubblicano (Lc 18,3), la donna cananea (Mt 15,22-27). Non pensiamo che questo sia un atto di sfiducia verso i santi, ma può essere frutto di una forte “confidenza” con Dio. La preghiera mediata, è chiaro, è quella che affidiamo all’intercessione di qualche santo o della stessa Vergine Maria. Commenta il de Sales: “Questo modo di pregare è buono e meritorio in quanto è umile; proviene dalla conoscenza (consapevolezza), della nostra indegnità e bassezza…”. Ad ogni modo la preghiera, immediata o mediata che sia, è sempre gradita a Dio, purché sia fatta col cuore.

Preghiamo con la liturgia del giorno

O Padre, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nutriti dalla Pasqua, giungano alla gioia dei Cieli. Amen

Ed oggi sia la nostra preghiera, immediata o mediata, fatta con confidenza e fervore chiedendo a Dio ciò che, nella sua bontà, ritiene buono per noi.

Buona giornata,

PG&PGR