21 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

quanto è strano l’animo umano! Sentire cosa dice Francesco di Sales: mentre alcuni “addomesticano” il precetto del digiuno “altri pretendono di digiunare più del necessario”. Citando san Paolo che, scrivendo ai Romani (14,1-6), si lamentava dicendo che ci sono due tipi di persone e di comportamenti, rispetto al digiuno, commenta: “Alcuni non vogliono digiunare quando si deve, e non riescono ad accontentarsi dei cibi permessi…Altri, vogliono digiunare più del necessario. E’ con questi che abbiamo più problemi”. In effetti è più facile far capire ai “disobbedienti” che il digiuno e le altre opere di penitenza sono necessarie che convincere chi è malato a non digiunare, non essendone tenuto, e a nutrirsi convenientemente. Forse oggi questo pensiero di san Paolo e del de Sales è superato in quanto la maggioranza, per poter aggirare tali prescrizioni, “accampa mille scuse”. Ma, strano a dirsi, ci sono persone che, pur non essendo tenute al digiuno, “si intestardiscono a digiunare più di quanto sia loro richiesto”. La Chiesa, molto saggiamente, ci chiede, ordinariamente, di digiunare il Mercoledì delle Ceneri, il Venerdì Santo e di astenerci dalla carne tutti i venerdì di Quaresima. Ma anche in quei due giorni non è necessario che il digiuno sia totale. Inoltre ne sono esenti i minorenni, coloro che hanno compiuto sessant’anni e coloro che svolgono lavori pesanti. Il digiuno, in questi casi, può essere sostituito da altre astensioni. Sottolinea l’Oratore: “Sebbene a motivo della loro debolezza la loro bocca non possa fare astinenza, devono far digiunare gli altri sensi del corpo e le potenze e le passioni dell’anima”. Chiediamoci, molto sinceramente: è più difficile rinunciare ad un pasto o astenersi dalle passioni, dai giudizi e dai…pettegolezzi? Mortificare lo stomaco o la lingua? E’ molto facile cadere nell’ipocrisia dell’osservanza di determinati precetti rischiando di trasformare in vanità ciò che dovrebbe essere fatto con umiltà. Il Nostro, per essere maggiormente chiaro, dice, riferendosi alla parole del Signore (Mt 6,16): “Quando Nostro Signore dice: Fate il vostro digiuno in segreto, intende: Non lo fate per essere visti o stimati dalle creature, non fate le vostre opere per piacere agli uomini; abbiate cura di edificarli, ma non perché vi stimino santi e virtuosi. Non siate come gli ipocriti, non cercate di sembrare migliori degli altri…”. Come vedete il “confine” tra ipocrisia e testimonianza, spesso è molto sottile…

Preghiamo

Signore Gesù, liberaci dall’ipocrisia. Desideriamo con l’aiuto del tuo Santo Spirito perseguire quello stile di vita che ci qualifica come tuoi veri discepoli. Permettici di riconoscere le nostre incoerenze, che offuscano lo splendore del tuo vangelo, e di vegliare sull’autenticità della nostra relazione con te e fra di noi. Amen

Anche il confine tra umiltà e vanità è molto sottile. Facciamo bene attenzione a non oltrepassarlo.

Buona giornata,

PG&PGR