26 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dopo l’Esortazione del Mercoledì delle Ceneri, ecco quella della prima domenica di Quaresima: era il 13 febbraio 1622. Francesco di Sales la introduce citando il libro del Siracide (2,1): «Figlio, se ti presenti per servire Dio, preparati alla tentazione». Come tutti senz’altro sapete, nella prima domenica di Quaresima, il Vangelo che viene proclamato è sempre quello che narra le “tentazioni” di Gesù nel deserto; Egli, avendo assunto la natura umana volle sottomettersi a questa prova. Commenta il Nostro: “E’ una verità assodata che nessuno è esente da tentazione quando è seriamente deciso a servire Dio. Stando così le cose, Nostro Signore medesimo ha voluto esservi soggetto, per dimostrarci come dobbiamo resistere alla tentazione”. Anche se il Tempo Pasquale è terminato con la Solennità di Pentecoste che abbiamo celebrato domenica scorsa, non ci farà certamente male tornare un po’ indietro fino alla prima domenica di Quaresima (era il 22 febbraio), e rileggere il Vangelo che, quest’anno, era tratto da quello secondo Matteo (4,1-11): «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo» (v.1). L’Oratore, prima di iniziare la sua esposizione, dice: “Da questo mistero trarrò delle conclusioni per la nostra personale istruzione, il più familiarmente che mi sarà possibile”. In primo luogo, dopo aver sottolineato che nessuno può essere esente dalla tentazione, ci mette in guardia dicendo chiaramente che “nessuno la deve cercare né recarsi di sua iniziativa dove essa si trova; infatti, è certo che chi l’andrà a cercare, perirà in essa” (Cfr. Sir 3,25). Ed è per questo che gli evangelisti sinottici sono concordi nel dire che fu lo Spirito a spingere Gesù nel deserto: “Non fu, dunque di sua iniziativa (lo dico quanto alla sua natura umana) che si recò sul luogo della tentazione, ma vi fu condotto dall’obbedienza che doveva al Padre celeste”. Questo deve spingerci a fare una prima riflessione: considerato che con le sole nostre forze non possiamo resistere alle tentazioni, qualunque esse siano, dobbiamo affidarci al Signore chiedendogli continuamente di “non abbandonarci nella tentazione” e superando la presunzione di mettere noi stessi alla prova: ne usciremmo inesorabilmente sconfitti. A domani per continuare.

Oggi celebriamo la memoria di san Filippo Neri, Pippo bono per noi romani, uno dei “campioni di resistenza” alle tentazioni del maligno.

Preghiamo chiedendo la sua intercessione

O Dio, che sempre esalti i tuoi servi fedeli con la gloria della santità, infondi in noi il tuo santo Spirito che infiammò mirabilmente il cuore di san Filippo Neri. Amen

Signore, oggi e sempre liberaci dalla tentazione, qualunque essa sia.

Buona giornata,

PG&PGR