28 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

iniziamo l’incontro odierno ponendo questa domanda a Francesco di Sales: Si può evitare la tentazione ponendosi al servizio di Dio? Ci risponde in modo deciso: “E’ certo che ponendosi al servizio di Dio, nessuno può evitare la tentazione”. Una risposta che, non lo neghiamo, ci mette in un certo imbarazzo. Ma proviamo a pensare a tutti quei santi che, pur servendo Dio, non sono stati esenti dagli assalti dello spirito del male: sant’Antonio Abate, san Filippo Neri, san Pio da Pietrelcina e tanti, tanti altri. Il Nostro, per farci comprendere meglio, ci propone due esempi biblici: il primo riguarda la prima comunità cristiana della quale facevano parte i due coniugi Anania e Saffira che avevano fatto voto “di consacrarsi, loro e i loro beni, alla perfezione di cui tutti i primi cristiani facevano professione, sottoponendosi in obbedienza agli Apostoli”. La frode che i due perpetrano, non è ai danni di qualcuno, ma ai “danni” di Dio stesso. Se ne avete il tempo, rileggete il brano degli Atti degli Apostoli 5,1-11. Il secondo esempio Francesco lo trova in san Paolo il quale “si era appena consacrato al servizio divino e schierato dalla parte dei cristiani, che subito viene tentato e lo sarà per il resto della vita” Cfr. At 12,7-10) e commenta: “Lui che, finché era nemico di Dio e perseguitava i cristiani, non aveva mai provato l’attacco di alcuna tentazione: perlomeno non ne fa cenno nei suoi scritti; parla di tentazioni soltanto circa il periodo che inizia dopo la sua conversione a Nostro Signore”. Certamente non possiamo passare sotto silenzio la tentazione di san Pietro che lo porta a rinnegare per tre volte il Signore e quella dei due fratelli, Giacomo e Giovanni, che si credono migliori degli altri chiedendo di poter sedere uno alla destra e uno alla sinistra di Gesù nel Regno dei cieli. Tali esempi non fanno altro che confermare che nessuno è esente dalla tentazione e, dunque, come dice ancora il Salesio, “è necessario assai preparare la propria anima alla tentazione; ossia, ovunque ci troviamo e per quanto perfetti possiamo essere, dobbiamo essere certi che essa ci attaccherà; per cui dobbiamo prepararci, e preparare le armi necessarie per combattere valorosamente e riportare la vittoria, visto che la corona è riservata ai combattenti e ai vincitori”. Dunque è inutile confidare sulle sole nostre forze e sfidare imprudentemente il grande nemico di Dio e dell’uomo. Confidiamo, piuttosto, con tutti noi stessi nell’aiuto dello Spirito di Dio; solo così potremo vincere questa eterna battaglia.

Preghiamo con le parole della liturgia:

Liberaci, Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento. Amen

Sarebbe veramente un grave peccato di presunzione credere di cavarcela da soli di fronte alla tentazione. Affidiamoci con umiltà all’aiuto dello Spirito.

Buona giornata,

PG&PGR