29 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi

per difendersi da qualsiasi nemico c’è bisogno di conoscerlo, di sapere quali sono le sue strategie, le sue astuzie, le sue armi e su quali forze possiamo contare noi. Procedendo nella sua Esortazione Francesco di Sales vuole dirci “di quali armi si servì Nostro Signore per respingere il diavolo che era andato a tentarlo nel deserto”. Non si tratta qui di armi materiali, evidentemente, ma di quelle spirituali e, soprattutto, della Parola di Dio che Gesù oppone alla tentazione. E’ quello che ci suggerisce il Nostro riportando i primi versetti del Salmo 91: «Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, di’ a Signore: Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido». Dunque l’arma più efficace contro la tentazione è quella della Verità di Dio che alimenta la nostra fede “perché essa vi sarà come scudo contro i dardi dei vostri nemici e farà in modo che ne usciate vincitori”. Essendo il diavolo il “mentitore” per eccellenza, possiamo e dobbiamo opporgli l’arma della Verità, non certamente quella che viene dall’uomo che spesso è viziata, ma quella che viene da Dio: «Io sono la via, la verità e la vita», ha detto il Signore Gesù (Gv 14,6). Continua Francesco: “Quanto al nostro Signore e Maestro, era divinamente ben armato di verità, poiché egli stesso era la Verità”, e la verità produce la Fede e chi è armato della fede non ha nulla da temere; è l’unica arma necessaria per respingere e confondere il vostro nemico”. Credere in Dio vuol dire fidarsi di Lui, metterlo al posto più alto dei nostri amori, essergli fedeli e nei pericoli confidare solo in Lui e nella sua Parola. “Io desidero che sappiate – prosegue – che il Salvatore non era tentato come lo siamo noi e che la tentazione, in lui, non poteva essere come in noi, perché egli era una fortezza inespugnabile che non offriva nessuna possibilità di accesso…la tentazione poteva assediare Nostro Signore, ma senza mai entrare in lui né minimamente intaccare la sua integrità e la sua perfetta purità”. Nell’episodio delle tentazioni, se ben ricordate, il demonio offre al Signore il potere, la ricchezza e la grandezza, tentandolo nella sua natura umana; ma in Lui la natura umana e quella divina erano talmente unite tanto da essere una cosa sola (unione ipostatica). Egli era la Parola stessa e attraverso questa Parola sconfigge lo spirito del male che è costretto a battere in ritirata. Dopo aver affermato che Gesù non è stato tentato come lo siamo noi, aggiunge: “Anche se con la grazia di Dio non acconsentiamo alla tentazione ed evitiamo la colpa ed il peccato, in quella circostanza, nondimeno, abitualmente rimaniamo un po’ feriti per qualche movimento importuno di turbamento o di emozione che essa genera nel nostro cuore”. Anche in questo sta il potere del maligno che, se anche non riesce a sconfiggere le nostre difese, quanto meno le indebolisce. Come, dunque, rinforzarle? Certamente attraverso la preghiera.

Oggi ricorre la memoria del grande papa san Paolo VI. Preghiamo:

O Dio, che hai dato alla Chiesa il papa san Paolo VI, coraggioso apostolo del Vangelo di Cristo, concedi anche a noi di camminare dietro la sua guida, per
costruire insieme la civiltà dell’amore. Amen

Anche se deboli abbiamo dalla nostra parte Colui che può tutto. Invochiamolo spesso nella tentazione e “combatterà” con noi.

Buona giornata,

PG&PGR