4 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

San Francesco di Sales ci ha abituati alle sue considerazioni particolari, alle sue similitudini, alle sue “trovate” inaspettate, sempre orientate a farci comprendere meglio il suo pensiero. Ebbene, per quanto riguarda i ceri della “Candelora” dice che in essi “si trovano unite tre creature, molto diverse l’una dall’altra, che tuttavia sono talmente congiunte e unite tra di loro da costituire un solo cero: ossia, la natura del fuoco, la natura dello stoppino, o anima, e quella della cera”.

Il suo discorso sull’Incarnazione, che sembrava essere esaurito, dopo averci parlato dell’episodio evangelico della Presentazione di Gesù bambino al Tempio, prosegue con l’affermare che anche in Nostro Signore, come nei ceri, si trovano tre sostanze che poi costituiscono le sue due nature, quella divina e quella umana che formano una sola Persona. Come abbiamo detto in altre occasioni, questa ineffabile unione delle due nature ha autorizzato gli antichi Padri della Chiesa a dire che “Dio si è fatto uomo e l’uomo è stato fatto Dio”, concetto che essi avevano espresso per consolidare la fede cristiana nella partecipazione dell’uomo alla vita divina. Tuttavia, puntualizza il de Sales: “Dio si è fatto simile a noi uomini (Fil 2,7) in uguaglianza di sostanza e di natura, ma non in uguaglianza di perfezione, perché in quella ci supera immensamente”. E’ una precisazione importante che non dà spazio a tentazioni di “onnipotenza” che spesso si affacciano nel pensiero di tanti potenti della terra. Dopo aver chiarito questo concetto, l’Oratore passa ad esaminare in modo più specifico quelle tre componenti, o nature, del cero di cui aveva parlato all’inizio: “Il fuoco – dice – che è la prima e la più eccellente natura del cero, raffigura la Divinità”. E come il fuoco è il primo di tutti gli elementi, così “la Divinità è il principe o principio di ogni essere e di ogni natura”. E ancora: “Il fuoco è luce che rischiara, la Divinità è una luce che rischiara le tenebre (Gv 1,5)”. Tante altre similitudini potrebbero essere citate, ma ci limitiamo ad alcune per non essere troppo prolissi: il fuoco riscalda ciò che è freddo, Dio riscalda il nostro cuore col suo amore; il fuoco illumina, Dio stesso è la luce che illumina il nostro cammino; il fuoco toglie le impurità, Dio cancella il nostro peccato anche se grande; il fuoco è segno di vita o di morte, Dio è vita e risurrezione…

Preghiamo riprendendo alcuni pensieri di Mons. Mani, ex vescovo ausiliare del nostro Settore:

O Dio, tu sei un fuoco impossibile da dominare. Illuminaci, riscaldaci, facci ardere d’amore; aiutaci ad essere uomini e donne che si lasciano bruciare da questo fuoco ardente e ad esserti fedeli nel più profondo del nostro cuore. Amen

Anche oggi, iniziando una nuova settimana, lasciamo che il fuoco dell’amore di Dio arda in noi e, se possiamo, alimentiamolo con le nostre opere buone.

Buona giornata,

PG&PGR