5 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

proseguendo nel suo discorso, Francesco di Sales dice che la seconda natura del cero è quella dello stoppino che, essendone “l’anima”, si trova all’interno di questo e “raffigura la natura umana di Nostro Signore”. La cera, unita allo stoppino diffonde luce, ma se lo si separa dalla cera, farà solo una fiamma destinata a durare pochissimo. L’Oratore, dunque, fa questa considerazione: “Certamente la natura dell’anima è molto più eccellente di quella del corpo, come la natura dello stoppino è più nobile della cera stessa” in quanto gli stoppini, abitualmente, sono fatti di cotone che cresce su alberi molto alti, mentre la cera è prodotta dalle api operaie. Spiega: “L’anima non è corporea, né terrena; se non viene dal Cielo, viene ancor meno dalla terra; viene creata da Dio nel medesimo istante in cui viene infusa e diffusa nel corpo, che essa nobilita ed abbellisce”. Noi cristiani, e le altre religioni monoteistiche (ebrei e musulmani), crediamo fermamente nell’esistenza dell’anima che si ricongiungerà al nostro corpo nella resurrezione finale. Ma i materialisti e molti pensatori contemporanei continuano a negare tutto questo… Verrebbe voglia di chiedere a costoro: cosa ne sarà di te, dopo la fine dell’esistenza terrena? Il corpo ha bisogno dell’anima come l’anima ha bisogno del corpo. Afferma il Salesio: “In questa vita, l’anima senza il corpo, rimane quello che è, per modo di dire, ma è tutta oscura e non può manifestare le sue passioni e i suoi movimenti, i suoi discorsi, i suoi pensieri, se non tramite gli organi, le membra e i sensi di quello. L’uomo,  dunque, in un certo senso, è doppio, e come il corpo ha bisogno di essere unito all’anima per diventare luminoso, così l’anima, per una certa rispondenza, cerca questa unione che le è necessaria; come lo stoppino ha bisogno di essere unito alla cera per fare luce, è ugualmente necessario che la cera sia unita allo stoppino per fare luce”. In quanto esseri umani e, soprattutto, in quanto cristiani, non possiamo, dunque, negare questa verità: “Queste due nature (quella umana e quella spirituale), sono talmente unite e mescolate l’una all’altra”, come lo stoppino lo è con la cera, “tanto da costituire un solo cero”, cioè una sola cosa. Questo è un concetto che il Signore Gesù applica anche nei confronti del matrimonio: «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola. Così che non sono più due, ma una carne sola» (Mt 19,6).

Preghiamo con le parole della liturgia odierna

O Padre, che nella risurrezione del tuo Figlio ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, rafforza in noi la fede e la speranza, perché non dubitiamo mai di raggiungere quei beni che tu ci hai rivelato e promesso. Amen.

Tutto il nostro essere, anima e corpo, è orientato verso Dio. Oggi impegniamoci a tradurre questa verità attraverso le nostre opere.

Buona giornata,

PG&PGR