12 Giugno 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

17 febbraio 1622. Una nuova Esortazione non legata ad una particolare ricorrenza in quanto era il giovedì della prima settimana di quaresima, ma il tema che Francesco di Sales si accinge a trattare, partendo dall’episodio evangelico della donna cananea (Mt 15,21-28), è fondamentale e lo introduce con queste parole: “Oggi i predicatori esaminano le virtù della cananea da diverse angolazioni; io mi fermerò sul tema della fede, illustrandovi che cosa è”. Tutti sappiamo che la fede è la prima delle tre virtù teologali, che è un dono che Dio ci ha fatto nel momento in cui siamo stati battezzati e che accompagna, o dovrebbe accompagnare, la vita di ogni cristiano. Ma quali sono le qualità che la fede deve avere? “Per prima cosa – osserva l’Oratore – quando il Salvatore disse: Donna la tua fede è grande (v.28), forse che la fede di quella donna era più grande della nostra? No, quanto all’oggetto, perché la fede ha per oggetto le verità rivelate da Dio o dalla Chiesa, e non è che un’adesione che il nostro intelletto (che è uno dei sette doni dello Spirito Santo), compie nei confronti di quelle verità che scopre essere belle e buone”. Dunque, quando Gesù dichiara grande la fede di quella donna “non era perché la cananea credesse di più di quello che crediamo noi, ma perché molte cose rendevano la sua fede più eccellente”; non consideriamo, perciò, quanto crediamo, ma, piuttosto, come crediamo. San Paolo afferma che esiste un solo Signore, una sola fede e un solo battesimo (Ef 4,5), ma, sottolinea il de Sales, non tutti la possiedono allo stesso grado di perfezione: “Da ciò deriva che, per far capire la sua grandezza o la sua piccolezza, si parla delle condizioni che la rendono grande e delle virtù che l’accompagnano”. E le virtù che accompagnano la fede, come abbiamo detto sopra, sono, in particolare, la carità e la speranza che la vivificano e la rendono operante e veritiera. Ma, deve constatare Francesco, molti cristiani hanno una fede ”morta” che, non essendo accompagnata dalla carità e dalla speranza non permette loro di compiere nessuna opera buona che sia conforme alla fede; oppure hanno una fede “morente” che, non essendo completamente separata dalla carità e dalla speranza, fa compiere solo qualche opera buona, raramente e stancamente… Ravviviamo, dunque la nostra fede ed affidiamoci al Sacratissimo Cuore di Gesù che oggi celebriamo:

O Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del tuo amore per noi, fa’ che da questa fonte inesauribile attingiamo l’abbondanza dei tuoi doni. Amen

Oggi chiediamo al Signore di rendere la nostra fede viva ed operante, piena di amore e di speranza.

Buona giornata,

PG&PGR