Carissimi,
“Se volete sapere se la vostra fede sia morta o morente – dice Francesco di Sales citando la Sacra Scrittura (Gal 5,6; Gc 2,14-26) – guardate le vostre opere e le vostre azioni”. In modo particolare la Lettera di san Giacomo, nel passo sopra citato, sottolinea che la fede, se è separata dalle opere, è morta. I nostri fratelli delle chiese Riformate (Protestanti, Calvinisti, ecc.), sostengono che la salvezza è un dono gratuito di Dio e questa si raggiunge attraverso la sola fede e Martin Lutero aveva definito la Lettera di san Giacomo “lettera di paglia”, cioè di scarso valore! Anche noi Cattolici professiamo che la salvezza è un dono di Dio ma, al dono della fede, bisogna aggiungere le opere che la perfezionano. La fede morta, prosegue il Salesio, “assomiglia ad un albero secco che non ha più linfa vitale”. Osserviamo la natura: durante il freddo inverno (e in Alta Savoia fa veramente freddo), la maggior parte degli alberi si spogliano delle foglie, restando…nudi e mortificati: al solo guardarli sembrano morti. Ma è sufficiente staccare un rametto per rendersi conto della differenza: se è verde è una pianta viva e in primavera getterà foglie e fiori, se non lo è vorrà dire che la linfa non scorre più e, dunque, è morta. Spiega, il Nostro: “Così è per la fede morta, che ha certamente la stessa apparenza di quella viva, ma con questa differenza: la prima non porta né fiori né frutti di opere buone, mentre la seconda ne porta sempre secondo le stagioni”. Non sappiamo se la fede della cananea fosse animata dalle opere di carità, ma il Signore Gesù, che legge nel cuore di ogni uomo e ogni donna, la definisce grande. Noi a stento riusciamo a leggere ciò che abbiamo nel cuore… La fede non si misura col metro o col chilo, ma soltanto “con le opere buone che compie, e anche per il numero delle virtù che l’accompagnano, che essa governa, agendo come una regina che opera per la difesa e la conservazione delle verità divine”. Un re, aggiunge Francesco, non è grande se possiede un regno vasto con molti sudditi, ma quando si fa amare per la saggezza, per la giustizia che amministra e la clemenza che mostra verso di loro, “similmente la carità, unita alla fede, non soltanto è seguita da tutte le virtù”, ma le vive profondamente.
Oggi celebriamo una doppia memoria: il Cuore Immacolato della Vergine Maria e sant’Antonio di Padova.
Preghiamo
O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo nel cuore della Beata Vergine Maria, per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria. E tu, caro sant’Antonio, prega per tutti noi. Amen
Riflettiamo sulla nostra fede con sincerità e, come gli apostoli, chiediamo al Signore di aumentarla.
Buona giornata,
PG&PGR