Carissimi,
diverse volte abbiamo accennato alla diminuzione delle vocazioni sacerdotali e religiose. Ecco alcuni dati delle Diocesi che conosciamo meglio, Roma e Torino. La prima ha poco più di cinquanta seminaristi di cui solo 36 appartengono a questa Diocesi; Torino ne ha…tredici. Non parliamo poi delle Case di Formazione degli Istituti religiosi. Per quanto i tempi siano cambiati, Francesco di Sales riflette su questo “fenomeno”, forse già presente ai suoi tempi, tanto è vero che esclama: “Ahimè, dicono questi giovani apprendisti della perfezione, che faremo? Le mie passioni, che pensavo di aver mortificato con la fervorosa risoluzione che avevo preso di non seguirli più, mi tormentano fortemente…In certi momenti sono preso dalla tristezza…dallo scoraggiamento…Quale delusione scoprire che il solo desiderio della perfezione non è sufficiente per averla, ma che è necessario conquistarla con il sudore della fronte e con molto lavoro”.
Sudore della fronte e molto lavoro su stessi: ecco che cosa è richiesto a chi sceglie di consacrare la propria vita al Signore. Ma questa “consacrazione”, vissuta nella vita coniugale, può presentare altri tipi di difficoltà; pensiamo che molti di coloro che ci stanno leggendo, in questo momento stiano annuendo…come, probabilmente facevano quei laici che ascoltavano le parole del Salesio che ci invita a riflettere dicendo: “Non ricordate che Nostro Signore ha voluto essere tentato per quaranta giorni, quand’era nel deserto, per insegnarci che anche noi lo saremo per tutto il tempo che rimarremo nel deserto di questa vita mortale, che è il luogo della nostra penitenza?”. L’intenzione di Francesco non è certamente quella di scoraggiarci, ma non può passare sotto silenzio questa realtà, e aggiunge: “La vita del perfetto cristiano è una continua penitenza. Consolatevi e fatevi coraggio…”. La tentazione di arrendersi davanti agli insuccessi della vita e, in modo particolare, di quella spirituale, fa parte della nostra umanità. Sarebbe pura illusione il pensare che vivere la propria esistenza sempre alla luce del Vangelo, sia cosa da poco e la tentazione di mettere da parte gli impegni battesimali sarà sempre presente; ma se rimettiamo la nostra causa nelle mani di Dio, sarà lui a sostenerci. Dunque esorta l’Oratore: “Non siate timorosi, camminate con sicurezza; se siete protetti con l’armatura della fede, niente potrà nuocervi”. E con queste parole egli conclude il suo discorso sul “timore notturno dei bambini”. Rimane un terzo timore, ma inizieremo a parlarne domani.
Con la Chiesa che oggi celebra la memoria di san Bonifacio, vescovo e martire, preghiamo:
Signore, la passione del tuo santo martire Bonifacio sia di aiuto alla nostra fede e quella che egli ha testimoniato con il sangue, sia sempre per noi modello e forza. Amen
Non siamo certamente più bambini, ma molti timori ce li portiamo dietro. Viviamo profondamente la nostra fede come adulti, anche se…imperfetti.
Buona giornata,
PG&PGR