Carissimi,
dopo aver parlato dei primi due “timori notturni” e cioè quello dei pigri che non hanno coraggio, quello dei bambini sempre timorosi, eccoci al terzo timore notturno che è quello dei delicati. Spiega Francesco di Sales: “Costoro, non soltanto temono ciò che può portarli al male, ma tutto ciò che in qualche modo può allontanarli o disturbarli nel loro riposo…”. Ci sembra evidente che qui l’Oratore non si riferisce al riposo del corpo, ma a quello dello spirito. Prosegue, infatti: “Vorrebbero che tra loro e Dio non si frapponesse nemmeno il più piccolo fruscio di non so che, perché si sono spinti molto avanti coll’immaginazione, fino a pensare che esiste una quiete ed una calma tali, che chi riesce a raggiungerle si troverà sempre in pace e felice”.
Queste persone pensano che la “santità” consista in questo stato di estasi continua che si estranea da ciò che ci circonda. Ma se questo può essere vero per quelle anime che il Signore stesso ha scelto, per la maggior parte di noi non è così. Siamo chiamati a vivere il nostro cristianesimo confrontandoci continuamente col mondo scristianizzato, senza scandalizzarci troppo e, soprattutto, senza pretendere che Dio, con la sua potenza, intervenga in qualche modo. Senz’altro siamo tutti chiamati a far crescere il Regno di Dio sulla terra, ma potremo far questo solo se non ci chiudiamo in noi stessi, “gelosi” della nostra vita e delle nostre scelte. L’errore nel quale tutti possiamo cadere è quello di sentirci migliori degli altri: questo ci porterebbe a non saper accogliere le correzioni per qualche nostra mancanza e per le nostre imperfezioni che non riusciamo, o non vogliamo vedere: Afferma il de Sales: “Nessuno potrà essere così santo in questa vita da non essere soggetto a commetterne qualcuna”. Sarebbe senz’altro presunzione credersi…senza peccato. Se cerchiamo la pienezza della vita in Cristo dobbiamo pensare che, comunque, non saremo mai perfetti. Ma il nostro amico Francesco non manca di incoraggiarci: “Facciamo, da parte nostra, quello che possiamo e per il resto rimaniamo tranquilli”. Il Signore ci sarà sempre vicino!
Domani celebreremo la Solennità del Corpo e del Sangue del Signore: Gesù si dona a noi nonostante le nostre infermità. Preghiamo con le parole della liturgia:
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Amen
Non chiediamo al Signore il dono della perfezione; chiediamogli, piuttosto, quello dell’umiltà nel riconoscere le nostre imperfezioni, saperle accettare e, se possibile correggerle col suo aiuto.
Buona giornata e buona Solennità del Corpus Domini.
PG&PGR