Suore Maria Ss. Incoronata

La Fondatrice
Sono comunemente da tutti chiamate Suore di Sant’Antonio a causa dell’opera che, da loro iniziata, ha segnato la borgata e poi il quartiere Alessandrino fin dalla nascita: la “Pia Casa S. Antonio”, nata per l’assistenza all’infanzia e poi evoluta in altre forme di apostolato. In effetti il vero nome della loro Congregazione è “Povere Figlie di Maria Santissima Incoronata, Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Gesù”, fondata nel 1897 dalla Serva di Dio Teresa Fardella De Blasi.

Teresa nasce a New York il 24 Maggio 1867 da una nobile famiglia trapanese: i conti Fardella, marchesi di Torre Arsa. Nel 1869 avviene il rientro a Trapani. Quando Teresa ha 11 anni, le muore la mamma e viene educata in un collegio diretto dalla zia fino all’età di 16 anni. Ella desidera consacrare la sua vita a Dio, il padre però ha già deciso per lei il matrimonio con l’Ufficiale Raffaele De Blasi. Teresa accetta remissiva e fiduciosa in Dio il volere del padre. Pur essendo di nobile e agiata famiglia, vive lei stessa come una povera, confidando con una devozione particolare nell’aiuto della Divina Provvidenza. I progetti caritativi che ha in mente per i suoi poveri, vengono sostenuti da importanti padri spirituali nonché da una profonda amicizia con la Beata Teresa Grillo Michel, anch’essa fondatrice. Nel 1895, in uno dei tanti trasferimenti del marito, approda a Mantova dove inizia con la semplice “minestra dei poveri” per sfociare nel 1897, coadiuvata dall’allora Vescovo Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X, nella fondazione della “Povera Casa di S.Giuseppe” e nella comunità religiosa delle “Povere Figlie di Maria Santissima Incoronata, Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Gesù”. Nelle varie fasi di sposa, madre, fondatrice, vedova, Teresa può poco prima di morire, coronare il suo sogno consacrandosi come Suora a Dio. Si spegne in Trapani il 26 Agosto 1957. Dopo 10 anni dalla sua morte la salma viene traslata dalla tomba di famiglia alla Chiesa dell’Addolorata di Trapani. È in corso il processo di Beatificazione.

Insediamento nella Borgata Alessandrina
Nel 1928 la Congregazione pensò di costruire un Istituto per l’infanzia a Roma, in una zona che si andava popolando di famiglie provenienti da più parti, che vivevano in casette arrangiate, in una campagna senza Chiesa e senza scuola. Le Suore puntarono su quella che sembrava una “terra di missione” indicata dalla Provvidenza e nello stesso anno acquistarono il terreno: il primo passo era fatto.

Erano passati pochi mesi e le Suore non avevano preso ancora possesso di quella proprietà che già veniva posta la prima pietra della futura Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù. Accanto al terreno sorgeva una modesta casetta a un piano e, poco distante dalle fondamenta della futura Chiesa, una baracca di legno. La casetta serviva da abitazione per le Suore, la baracca da Cappella.

L’otto maggio 1928 la Madre Generale della Congregazione, Suor Redenta Mazzocchi, e Suor Assunta Feltre, presero possesso del piccolo insediamento in maniera suggestiva. La popolazione era stata preavvisata dell’arrivo, ma pioveva a dirotto e la zona era senza strade. Le suore giunsero nella tarda mattinata: stanchissime e inzaccherate dal fango. Collocata nella baracca l’immagine della Madonna, sì iniziò un incontro di preghiera e di ringraziamento per l’evento. L’acqua entrava da tutte le parti, ma la baracca risuonava di canti gioiosi: la gente del posto aveva finalmente un luogo in cui incontrarsi per manifestare la propria fede in assemblea.

Le Suore si stabilirono nella casetta: una stanza diventò il parlatorio, un altro locale fu adibito a cucina; un altro ancora a dormitorio a cui si accedeva per mezzo di un’apertura protetta da uno steccato. Niente acqua, né luce elettrica, gli infissi erano sgangherati. Al loro arrivo le Suore avevano portato con loro un bambino abbandonato: Gastone. Poco tempo dopo si presentò una donna con una bambina in braccio, dicendo di averla trovata per strada e chiedendo di averne cura. Iniziò così l’attività di accoglienza a bambini bisognosi, che sarà successivamente molto apprezzata nel comprensorio. Altri bambini arrivarono, principalmente orfani.

La “Pia Casa di S.Antonio”
Le Suore non avevano letti: si dovette utilizzare un tendone donato dalla Croce Rossa, ma così non si poteva continuare. Poco distante c’era una costruzione, un portinaio di Roma la stava costruendo con le proprie mani: la si chiese in affitto e le Suore vi si stabilirono con i bambini. La casa prese il nome di “Pia Casa S. Antonio”.

Le richieste di ospitare bambini, da parte delle Autorità cittadine e dei privati, continuarono a crescere. L’opera era in piena attività. Il 26 maggio 1928 la Madre Generale ottenne un’udienza dal Santo Padre Pio XI, che la benedisse assieme ad altre tre consorelle; poi il Pontefice si recò presso un armadio, vi tolse una reliquia di S. Teresa del Bambin Gesù, e consegnandola disse: “Tenetela cara, è preziosa, Mi è appena giunta ieri da Lisieux. Dite a quella gente che gliela mando con affetto e con particolare interessamento“.

Grazie agli aiuti di alcuni benefattori, tra cui alcune famiglie del nostro Quartiere, si cominciò a costruire, sul medesimo terreno, l’edificio centrale della “Pia Casa”, composto da 28 ampi locali. Il lavoro durò due anni e fu terminato nel gennaio 1932. Il 20 luglio 1932 fu benedetta la nuova Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù, dal P. cappuccino Teobaldo, primo parroco di S. Felice da Cantalice. Dal gennaio 1933 all’aprile 1934, l’edificio venne congiunto alla Chiesa per mezzo di un altro fabbricato composto da undici locali.

Nel 1938 si completò la costruzione dell’ultima parte di fabbricato, che raggiunse così le dimensioni attuali. Da ultimo venne il muro di cinta e la cancellata. L’edificio ampio, fornito di scuole, laboratori, palestra, teatro con cinema, bagni, terrazzi, infermeria, cortili, riscaldamento, acqua potabile, divenne capace di accogliere fino a 300 bambini.  Nel tempo ospitò corsi di preparazione professionale per ragazze in età scolare e, negli anni recenti, la scuola materna e la scuola elementare (succursale della Andrea Doria del vicino quartiere Quarticciolo).

La Casa Generalizia
A fianco della “Pia Casa”, dal 1954, prese vita un nuovo edificio, sede ancora oggi della Casa Generalizia della Congregazione, che ha accolto le Novizie provenienti da più parti del mondo, con prevalenza di filippine, africane e indiane, oltre che italiane. Qui attualmente è presente la Scuola Materna Maria Ss. Incoronata dove sono stati educati dagli anni 60 in poi molti bambini del quartiere ora adulti (ndr. anche il webmaster del sito).

La Chiesa di S. Teresa del Bambin Gesù dal giugno del 1961 fino al 1973 fu il luogo di culto principale della comunità parrocchiale di San Francesco di Sales e per le stesse ragioni indicate per le suore è conosciuta come chiesa di S.Antonio. Dopo venne utilizzata dalla parrocchia per celebrazioni particolari come comunioni, matrimoni fino alla fine del 1998, quando l’edificio “”Pia Casa S. Antonio” é stato acquisito dal Collegio Lateranense ed adibito ad altra funzione.

Da metà degli anni ottanta e fino alla 1998 molti ragazzi dei gruppi giovanili della Parrocchia San Francesco di Sales hanno svolto il servizio di animazione ai bambini ospitati nella “Pia Casa S.Antonio”. Un esperienza che ha lasciato il segno nella crescita spirituale ed umana di molti ragazzi.

Nella cappella interna alla Casa Generalizia si celebra la messa feriale delle 7:20 e quella domenicale delle 7:30 aperta a tutta la comunità parrocchiale e celebrata da sacerdoti O.S.F.S. della parrocchia.. Attualmente la Superiora Generale della Congregazione è  Madre Iole (Maria Giovanna) TOMMASI.

[fonte: “Santi e Beati” per la biografia (autore Antonio Vitosi ), “Significato di un decennale” per la storia del convento (autore M.A.S.C.I. Comunità RM17, 2000)]

Ecco delle foto recenti della Casa Generalizia (gennaio 2012)