Celebrazione Candelora

Giovedì 2 febbraio 2012, in occasione della festa della presentazione di Gesù al Tempio, “Luce delle genti” (conosciuta come “Candelora” per il rito della candele) ci saranno due celebrazioni: una al mattino alle 10.00, l’altra il pomeriggio alle 18.30. Con questa giornata si termina in modo ufficiale il periodo natalizio.

Origine cristiane della festa

Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Festa della Presentazione di Gesù, anche detta “Festa delle luci“. Quaranta giorni dopo il Natale, infatti, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere quanto prescritto dalla legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante. Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, nel suo celebre “Cantico” riportato dal Vangelo di Luca, definisce Gesù “luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele”(cfr Lc 2,30-32).

Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di “festa della luce” ed è tradizionalmente celebrata con il rito della processione e benedizione delle candele (da cui il termine “candelora”).

Secondo la liturgia Cattolica, la formula prevista per l’annuncio della processione e benedizione delle candele è la seguente:

Il Signore nostro Dio verrà con potenza,
e illuminerà il suo popolo. Alleluia.
Fratelli carissimi, sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale.
Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio.
Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.
Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.
Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

La “Festa delle luci” ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro’.

La prima testimonianza storicamente accertata di questa festa si ha nel secolo IV a Gerusalemme.
Una importante e antica testimonianza di questa festa ci è data da Egeria (scrittrice romana del IV-V secolo) nel suo Itinerarium Egeriae (in cui descrive un viaggio nei luoghi della cristianità). Egeria ci parla di un certo “rito del Lucernare” così descrivendolo: “Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima” (Itinerarium 24, 4).
Questo rito del lucernare pare essere una evoluzione dell’antica festa romana dei Lupercali, che si celebrava proprio verso metà febbraio.

A partire dal VI secolo la festa della Candelora si estese anche in Occidente: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia con carattere più festoso, grazie alla processione delle candele (candelora).

Fino alla recente riforma del calendario liturgico, tuttavia, questa festa si chiamava “festa della Purificazione della SS. Vergine Maria“, poichè si poneva l’accento sulla tradizione ebraica secondo la quale una donna era considerata “impura” (nel senso liturgico del tempo) per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva pertanto recarsi al Tempio per purificarsi.

La festa della presentazione del Signore chiude il periodo delle celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua.

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