Carissimi,
tutti noi sappiamo che quello del cristiano è un cammino di fede durante il quale ci si imbatte in tanti ostacoli che possono rallentarlo o, addirittura, arrestarlo. Questo può avvenire quando si confida solo in se stessi. Ma quando la fiducia è riposta nell’amore di Dio, i nostri piccoli passi, come è accaduto per tanti santi, possono diventare passi da gigante. La via maestra, dice Francesco di Sales, è proprio quella di imparare ad amare come il Signore Gesù ci ha amati visto che abbiamo quasi la stessa origine in Dio: Lui, generato dal Padre, noi creati a sua immagine. Il Nostro, insieme a san Giovanni Crisostomo ed altri Padri del passato, si chiede: “Perché Nostro Signore ha voluto che tanto ci amassimo gli uni gli altri e perché ha avuto tanta cura di inculcarci questo precetto in quanto simile al comandamento dell’amore di Dio?”. E’ piuttosto strano, agli occhi di molti, che il comandamento dell’amore di Dio e quello dell’amore del prossimo vengano definiti simili: “Uno ci esorta ad amare Dio, mentre l’altro ha per oggetto la creatura: Dio infinito e la creatura finita; Dio che è la bontà per eccellenza da cui provengono tutti i beni, e l’uomo, pieno di malizia e dal quale derivano tanti mali; infatti, il comandamento dell’amore del prossimo comprende anche quello dell’amore per i nemici (Mt 5,43-44)”. Certamente c’è una grande sproporzione tra questi due amori, eppure vengono definiti simili tanto che l’uno non può esistere senza l’altro. Per spiegare meglio questo concetto il de Sales ricorre ad un racconto del suo “amico” Plinio (ogni tanto fa capoccella!) e della sua “Storia Naturale” che domani vi riporteremo integralmente.
Ma prima di chiudere vogliamo richiamare la vostra attenzione al grande santo che, pur essendo domenica, ricorderemo domani nell’ottavo centenario dalla sua nascita al cielo: san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, che ha saputo coniugare in modo profondo l’amore di Dio e quello per tutte le sue creature. Alla sua intercessione vogliamo affidare il nostro Paese, con tutte le sue bellezze e con tutte le sue difficoltà e povertà e vogliamo affidargli anche ogni italiana e italiano affinché, attraverso la sua preghiera, siano sempre fedeli alle proprie origini cristiane e le testimonino nei loro ambienti di vita.
Preghiamo:
O Padre, che hai concesso a san Francesco d’Assisi di essere immagine viva di Cristo povero e umile, fa’ che, camminando sulle sue orme, possiamo seguire il tuo Figlio e unirci a te in carità e letizia. Amen
A coloro che si chiamano Francesco e Francesca, i nostri auguri di buon onomastico e a tutti gli altri l’augurio di una buona giornata e una santa domenica.
PG&PGR