23 marzo 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Pace e salute a tutti voi.

Il brano del Vangelo odierno (Gv 4,43-54) segue immediatamente quello di domenica 15 (ricordate la Samaritana?). Su invito dei samaritani Gesù con i suoi discepoli si ferma in quel luogo per due giorni e poi riprende il cammino verso nord, verso la Galilea.

Però non si dirige a Nazareth, la città dove era cresciuto e dove, seguendo la narrazione di San Luca (4,16-30), non era stato accolto troppo benevolmente (lo volevamo fare fuori!). Va a Cana di Galilea, 9 chilometri (odierni) più a nord dove viene avvicinato da un funzionario del re Erode Antipa (per capirci quello che farà uccidere Giovanni Battista); una persona  importante, istruita, in vista, ma soprattutto un padre disperato perché suo figlio sta per morire. Senz’altro ha sentito parlare di Gesù, quest’uomo straordinario che, proprio lì a Cana, qualche tempo prima, aveva cambiato l’acqua in vino durante un banchetto di nozze (Gv 2,1-11). L’uomo chiede al Signore di scendere a Cafarnao per guarire suo figlio che è in punto di morte.

Cana è sulle colline della Galilea; Cafarnao è in basso, sul lago (mare) di Galilea, a circa 26 chilometri (odierni). Una bella passeggiata! Ma, vista la sua posizione sociale, senz’altro aveva una carrozza o una cavalcatura anche per quel “guaritore”, vista l’urgenza dell’intervento. A questa richiesta, quasi ignorando la sua apprensione, Gesù sembra rispondere, diciamolo pure, in modo non proprio gentile (v.48). Il funzionario non si scusa, non cerca una giustificazione, implora: “ «Signore scendi prima che il mio bambino muoia». E Gesù gli dice, semplicemente, senza fargli alcun “predicozzo”: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo CREDETTE alla parola che gli aveva detto Gesù e si MISE IN CAMMINO”(vv.49-50). Lui ancora non lo sa, ma suo figlio è salvo. E’ commovente questo padre: nonostante la sua posizione sociale, si umilia davanti a Gesù, non cerca giustificazioni. accetta il rimprovero. Gli basta la Parola del Signore per credere. E si mette in cammino; un cammino che lo porta alla conversione (v.53).

Quante volte anche noi abbiamo chiesto qualcosa al Signore? E quante ne chiediamo, in questo momento? Ma siamo veramente disposti a credere con fiducia alla sua Parola, a … metterci in cammino?

Insieme, con umiltà e fede viva, chiediamo al Signore di intervenire nella nostra vita, di liberarci da ogni male, dello spirito e del corpo. Disponiamoci, soprattutto in questo tempo particolarmente penitenziale, a metterci in cammino verso una vera conversione.

Coraggio fratelli e sorelle, il Signore ci ama troppo e ascolterà le nostre preghiere.

Buona settimana a tutti e STATE A CASA

Con affetto,

PG&PGR

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