2 aprile 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti, vicini e lontani,

A causa delle prove tecniche per una diretta video e audio del Vescovo di settore con tutti i preti della nostra Prefettura (ma penza te che se va a ‘nventà don Gianpiero pe’ sta vicino a li preti sua), sarò un po’ più breve del solito…promesso! Ma veniamo a noi.
Il brano evangelico di oggi è Gv 8,51-59, ma per comprendere meglio ciò che sta accadendo, sarebbe utile rileggere tutto il capitolo 8. Ne avete voglia? Ne avete il tempo? Spero di sì.

La diatriba con quei giudei che avevano creduto alle parole di Gesù, continua, anzi si inasprisce. E’ certamente lecito chiedersi come sia possibile credere alle parole di qualcuno e poi cercare in tutti i modi di contraddirlo. Se poi quel qualcuno è Qualcuno, cioè il Cristo…peggio mi sento!

Non ci scandalizziamo troppo e soprattutto ricordiamoci quello che, anche in altri tempi e in tante altre occasioni, abbiamo detto: quando la Parola del Signore ci invita ad essere più autentici, quando mette in crisi le nostre povere “certezze” umane, quando le stravolge sconvolgendo i nostri piani, quando si oppone ai nostri desideri, anche quelli che noi consideriamo essere buoni, è proprio quello il momento di “arrenderci” alla sua volontà che vuole sempre il nostro bene; alziamo le mani, non in segno di disfatta, ma in atteggiamento di preghiera per dire, come Marta la sorella di Lazzaro (era il Vangelo di domenica scorsa): “Signore, anche se spesso non comprendo le tue vie, io voglio continuare a fidarmi completamente di Te”(cfr Gv 11.27).

Forse quei poveri giudei avrebbero dovuto riflettere un po’ di più, visto che lo chiamano in causa, sulla fede di Abramo. E la scena si fa veramente penosa. Le accuse verso Gesù, in un primo momento mitigate, si fanno oltremodo pesanti; viene tacciato di essere un bestemmiatore, un “samaritano” (per i giudei era sinonimo di eretico), addirittura un inviato del demonio. E cercano di lapidarlo. Gesù si nasconde, esce dal tempio…la “sua ora” non è ancora venuta, ma… arriverà presto, attraverso le pietre sì, ma quelle del sentiero che porta al colle del Calvario dove è già piantato l’albero glorioso della croce.

Preghiamo:

Signore Gesù, quante volte anche noi, pur essendo credenti, abbiamo esitato ascoltando la tua Parola. Certo, non ti abbiamo dato del bestemmiatore, dell’eretico, dell’indemoniato, questo sicuramente no! Ma, come gli apostoli sulla barca, mentre il mare era in tempesta, a volte, abbiamo dubitato della tua vicinanza. Aiutaci, Signore, ad avere più fiducia quando quello che accade ci spaventa e non riusciamo più a sentire la tua presenza viva e rassicurante. Pietà di noi, Signore, pietà di noi. Amen

Un abbraccione a tutti e buona giornata.

PG&PGR

P.S. Promessa mantenuta? Mica tanto, eh? Eppuro so stato in cavalleria mica in marina!!!

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