30 aprile 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti, vicini e lontani,

che cosa è la Verità? Questa domanda ci porta indietro di parecchi giorni. Gesù è di fronte a Ponzio Pilato e dichiara apertamente di essere re, venuto nel mondo per rendere testimonianza alla Verità (cfr. Giovanni 18,37-38). Il governatore romano conosce una verità umana, limitata, legata alla legge del più forte e agli interessi dell’Impero romano (forse anche i suoi!). Ma la Verità di cui parla Gesù è tutt’altra cosa. E per noi, oggi, che cosa è la verità? Quella dei giornali? Quella dei politici? Quella dei VIP? Quella di tante “scemenze” che la TV ci propina? Tutti asseriscono di dire la verità che, evidentemente, è diametralmente opposta a quella degli altri. Per chi si professa cristiano la Verità è una sola, quella di Gesù Cristo incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza, e per la quale tanti, in tempi lontani e molto più recenti, hanno sacrificato la propria vita. Tutti martiri della fede cristiana? No, non tutti, ma senz’altro martiri di alti ideali.

Nel brano degli Atti di oggi (8,26-40), ci imbattiamo in un personaggio, un alto funzionario della regina d’Etiopia, che attraverso la lettura della Sacra Scrittura cerca di accostarsi alla verità cercando di capire chi sia quell’uomo di cui parla il profeta: “innocente, umiliato, maltrattato, condotto al macello come un agnello sacrificale”(cfr. Isaia 53,7). Il diacono Filippo (uno dei “colleghi” di Stefano), guidato da un angelo del Signore, è sulla stessa strada di questo personaggio e, praticamente, gli chiede un passaggio (fa l’autostop, o meglio, il carrostop). L’etiope non capisce molto di ciò che sta leggendo e Filippo, approfittando di quel momento e vista la disponibilità di quell’uomo all’ascolto, gli annuncia la “buona novella”  di Gesù. In quel cuore disposto ad accogliere la Parola si fa strada il desiderio di aderire alla fede attraverso il battesimo. Divenuto anch’egli “testimone” prosegue, pieno di gioia, il suo cammino(vv.35-39). Ma la sua vita è ormai trasformata dall’azione dello Spirito e, anche se il testo non ce lo dice, siamo autorizzati a pensare che porterà la buona novella anche al suo paese. La disponibilità all’ascolto e l’apertura del cuore all’azione dello Spirito portano alla ricerca sincera della Verità che solo Gesù Cristo può incarnare.

Preghiamo:

Signore, quante volte ascoltando “il mondo” ci siamo chiesti: ma dove sta la Verità? Ma se apriamo gli occhi ed il cuore ci accorgiamo che la sola, unica e assoluta Verità può venire solo dalla Tua Parola, dal Tuo sacrificio pasquale, dal Tuo Amore per tutti gli uomini di ogni tempo, di ogni razza, di ogni lingua disposti ad accoglierti nella loro vita. Signore, fa’ di noi dei veri discepoli della Verità. Amen.

A tutti voi l’augurio di una buona giornata,

PG&PGR

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