14 maggio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti, vicini e lontani,

il brano di oggi (Atti 15,7-21) ci fa entrare nel pieno di un evento importantissimo per la Chiesa nascente: il “Concilio di Gerusalemme”; siamo intorno all’anno 49 d.C. Dopo una lunga discussione (non sappiamo lunga quanto, ma di certo molto meno di quella del Concilio di Trento, XVI secolo, durata 18 anni!), è Pietro, il capo degli Apostoli, a prendere la parola. Come già accennato ieri, la questione principale verte sulla necessità o meno di imporre ai pagani divenuti cristiani, la circoncisione. Pietro fa riferimento all’episodio narrato in Atti 11,1-18 di cui lui stesso è stato testimone: il dono dello Spirito Santo concesso anche ai pagani, non circoncisi. Giacomo (non il fratello di Giovanni che era già stato ucciso per ordine di Erode Agrippa), uno dei cosiddetti “fratelli” (parenti) del Signore, inizialmente scettico nei confronti di Gesù (Marco 6,3-4; probabilmente e l’autore della Lettera di Giacomo che troviamo nel Nuovo Testamento), che è a capo della Chiesa di Gerusalemme. Pur essendo tra i più fedeli all’osservanza dei precetti del mondo giudaico (potremmo dire: tradizionalisti), dopo aver ascoltato il discorso di Pietro e la testimonianza di Paolo e Barnaba sulle meraviglie operate da Dio, per mezzo di loro, tra i pagani, accoglie la proposta di non imporre loro la circoncisione. Si preoccupa, comunque, che vengano osservati alcuni precetti (v.21).

I motivi portanti di questo primo “Concilio” della Storia della Chiesa, sono essenzialmente due: proclamare che l’annuncio del Vangelo non deve essere riservato solo all’antico popolo dell’Alleanza, ma universalmente aperto a tutti i popoli, e mantenere l’unità della Chiesa. Dunque universalità e unità. Sono queste due delle caratteristiche (note) che, anche oggi, la Chiesa conserva e professa. Quando, durante le messe festive, o in altre occasioni, recitiamo la Professione di Fede (Credo), noi asseriamo di credere “la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Vi siete mai chiesti che cosa significa questo? Cerchiamo di rispiegarlo brevemente: UNA, come uno è il suo fondatore, Gesù Cristo, che l’ha indicata come caratteristica essenziale (Giovanni 17,23); SANTA, perché formata dal popolo Santo di Dio (santo in quanto popolo, peccatore nei singoli membri); CATTOLICA, in quanto universale e formata da tutti i popoli; APOSTOLICA, cioè fondata sulla testimonianza degli Apostoli, sulla Sacra Scrittura e  sulla Tradizione (intesa in senso positivo).

A ognuno di noi è affidato il compito di farla crescere sentendoci parte integrante di essa. Nessuno ne è escluso!

PREGHIAMO: Signore, ti ringraziamo per averci fatto il dono di appartenere a Tua Chiesa. E’ una grande responsabilità e Tu hai voluto darla ad ognuno di noi. Perdonaci se qualche volta perdiamo di vista i suoi insegnamenti che sono anche i Tuoi. In fondi in noi la forza necessaria per sentirci “pietre vive” di questo edificio spirituale di cui Tu sei la Pietra angolare. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli, Amen.

A tutti, l’augurio di una giornata felice,

PG&PGR

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