9 giugno 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

San Francesco di Sales (1567-1622)
Patrono dei giornalisti, precursore dell’informazione cattolica moderna: scriveva “Memoriali”, foglietti settimanali, per spiegare con un linguaggio semplice ed efficace le verità di fede; li affiggeva sui muri e li faceva scivolare sotto le porte.
Carissimi tutti, visti i risultati del “referendum”, iniziamo questi nostri incontri quotidiani,  rileggendo insieme una breve biografia del nostro santo per capirne poi meglio il pensiero.  Per comodità l’abbiamo divisa in cinque parti essenziali. Buona lettura e, soprattutto, buona riflessione.

PARTE I
La prima educazione
“Era il 1567. Ad Annecy, residenza abituale del duca Giacomo di Savoia, stava per giungere Anna d’Este, sua promessa sposa. Per sua insistente richiesta, il duca aveva acconsentito, eccezionalmente, ad esporre alla pubblica venerazione dei fedeli il tesoro di famiglia più sacro: quella Sindone che oggi è custodita nel duomo di Torino. Tra i pellegrini che accorsero da ogni parte, c’erano i signori di Boisy, della famiglia di Sales. Françoise de Boisy, giovanissima, era incinta del suo primo figlio e lì – prostrata davanti a quella sacra tela che così eloquentemente le parlava della passione del Figlio benedetto di Dio – si sentì commuovere al pensiero del bambino che portava in grembo. Fece dunque una promessa: quel bambino doveva appartenere a Gesù per sempre. Lei lo avrebbe ricevuto solo in custodia, ma lo avrebbe educato per Lui e poi glielo avrebbe donato”. Francesco nacque, primo di tredici figli, il 21 agosto 1567 nel castello dei de Sales a Thoren, a circa venti chilometri da Annecy. Egli crebbe in un ambiente che gli permise di sviluppare una particolare sensibilità per l’unione tra umano e divino: da una parte l’attenzione e la tenerezza materna e dall’altra, l’accompagnamento paterno, che gli garantiva di crescere come “un gentiluomo del tempo: accurata istruzione, equitazione, scherma, danza … e soprattutto una lealtà a tutta prova. Fu negli anni dell’infanzia che imparò quella signorilità e dolcezza di modi che dovevano renderlo celebre, soprattutto per la maniera con cui le coniugava con una rara fortezza d’animo e di carattere. I biografi dicono che imparò già da fanciullo il valore di quella massima che poi avrebbe sempre applicato ed insegnato: “Siate quello che siete, ma desiderate di essere alla perfezione quello che siete”.
Dopo essere stato educato nei più celebri collegi della zona, quando aveva poco più di undici anni fu inviato a Parigi, in compagnia di un precettore, per studiare dai padri gesuiti. “Durante il lungo viaggio, il bambino si rese conto per la prima volta della tragedia del suo tempo: Lione, Bourges, Orléans mostravano le ferite lasciate dalle guerre di religione. A Parigi entrò nell’affascinante quartiere latino, dove si contavano allora non meno di centoquarantaquattro collegi e migliaia di studenti.” Gli studi di Grammatica, Umanità e Retorica e Arti, frequentati per circa un decennio, erano quelli previsti dal padre, per farlo sedere poi al Senato di Torino, come avvocato. Ma Francesco “provava invece una invincibile passione per le scienze sacre. E, poiché il precettore studiava teologia alla Sorbona, gli promise di passargli i suoi appunti, ma segretamente, senza che il Signore di Boisy ne sapesse niente. Di fatto Francesco cominciò a seguire due diversi cicli di studio, a costo di saltare qualche volta i pasti.”

Preghiamo:

Signore, San Francesco di Sales è nato e cresciuto in una famiglia profondamente cristiano ed educato nel Tuo amore. Dona alle nostre famiglie di essere piccole chiese domestiche dove regna il rispetto, la gentilezza, la disponibilità,  il perdono e tutti, genitori e figli, crescano insieme nel Tuo Amore. Amen
A tutti buona giornata in compagnia di San Francesco di Sales,

PG&PGR

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