1 luglio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,27a). Gesù, nel lungo discorso di addio ai suoi Apostoli, pronuncia questa frase che, ancora oggi, ripetiamo durante la celebrazione dell’Eucarestia. Il Signore non parla solo della pace esteriore, data dall’assenza di guerra dichiarata, ma della pace vera, quella che prima di tutto va ricercata in noi stessi e che soltanto lui può dare. Dice il Salesio a questo proposito: “Se vogliamo avere la pace vera in noi stessi, bisogna avere una sola volontà, sull’esempio di San Paolo che aspirava a sapere e predicare una sola cosa, Nostro Signore Gesù Cristo crocifisso” (1Co2,2). Paolo aveva ben capito questo: la pace interiore si ottiene soltanto meditando in noi la Parola del Signore e accogliendo il suo messaggio che giunge a noi dal suo sacrificio sulla croce. Continua: “Dobbiamo cercare di fare così anche noi, e così anche noi, come lui possederemo la vera pace; quando le nostre facoltà saranno tutte raccolte in noi, il nostro dolce Salvatore, per amore del quale le avremo piegate senza alcun dubbio, non mancherà di essere presente in noi e di portarci quella pace che oggi concede ai suoi diletti apostoli”.

Nella seconda parte del brano di Giovanni citato prima (27b), Gesù aggiunge: “Non come la dà il mondo io la do a voi” Il mondo, nel linguaggio giovanneo, esprime tutto ciò che, in qualche modo si oppone a Dio e dunque la pace che il mondo offre, ha poco o nulla a che vedere con quella a cui si riferisce il Signore. Prosegue il Salesio: “Ma, Dio mio, quale pace è mai questa (quella di Dio), e quanto diversa da quella del mondo. Qualche volta i mondani si vantano di possedere la pace, ma è una pace falsa, che alla fine viene seguita da una grossa guerra”. Francesco, secondo la volontà del padre, avrebbe dovuto seguire la carriera politica e i suoi studi di giurisprudenza e di economia lo avevano portato alla convinzione che i grandi conflitti dei secoli precedenti al suo e anche quelli del suo tempo, erano stati sempre preceduti da alleanze “fasulle” basate non sulla ricerca del bene, ma sulla supremazia di un popolo sull’altro. In tempi molto più recenti la storia si è ripetuta e, in tanti luoghi, si ripete ancora. Ma “Non sia turbato il vostro cuore e non abbiate timore” (27c) continua Gesù e più avanti dirà, per rinfrancare il cuore degli apostoli (e il nostro!): “Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me…abbiate fiducia, io ho vinto il mondo”(Gv16,33).

Preghiamo:

Signore, abbiamo bisogno di imparare cosa sia la vera pace, quella che soltanto Tu puoi dare. Insegnaci a mettere da parte “il mondo” con tutte le sue lusinghe e i suoi inganni, a non lasciarci illudere dalla pace effimera e falsa. Apri i nostri occhi e il nostro cuore perché la pace autentica possa albergare, in modo stabile, presso gli uomini. Amen.

In questo primo giorno di luglio, mese nel quale qualcuno di voi potrà godere di qualche giorno di vacanza, l’augurio di ricercare sempre, in tutte le occasione, la vera pace del cuore,

PG&PGR