24 luglio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

anche il mese di luglio si avvia verso la fine e per molte famiglie, o almeno per quelle che se lo possono ancora permettere, viste le tante ristrettezze dovute alla pandemia con i suoi dati altalenanti, inizierà un breve periodo di vacanza. A dire il vero, se dobbiamo giudicare dalle presenze alla messa domenicale, sembra che per molti le vacanze siano iniziate da un pezzo. Tante volte ci chiediamo, ma la nostra fede, nei periodi di vacanza, non solo quelle estive, ma anche quelle natalizie o legate ai vari “ponti”, dove sta? Va in vacanza anche lei? Forse dovremmo porci una domanda più radicale: che cosa è per me la Fede? In una Esortazione Francesco di Sales scrive: “La Fede non è altro che la piena adesione dell’intelligenza e della volontà ai divini misteri rivelati da Dio”. Certamente essa è un dono gratuito che Dio fa alle sue creature in modo particolare attraverso il Battesimo, ma a rendere attivo questo dono devono concorrere l’intelligenza e la volontà: la prima la si esercita approfondendo la Parola di Dio; la seconda attraverso la libera scelta di aderirvi pienamente. Purtroppo, tante volte il nostro cristianesimo è “annacquato” o “soffocato” da tante altre cose che ci distraggono da ciò che dovrebbe essere essenziale. Ricordate la parabola del seminatore che abbiamo ascoltato due domeniche fa (Mt 13,1-23)? Quel seme (la Parola) che cade un po’ qui e un po’ là: sulla strada e viene mangiato dagli uccelli, sul terreno sassoso, dove c’è poca terra, cresce in fretta, ma non avendo radici profonde, secca. La mancanza di radici è proprio la nostra povera fede alla quale non abbiamo dato possibilità di irrobustirsi presi da tante altre cose. La stessa cosa succede a quel seme che cade tra i rovi e viene soffocato perché…ci sono tante cose alle quali pensare, tante attrattive che il mondo ci mette davanti e prendono il sopravvento. Nel TAD Francesco dice: “Quando Dio ci dona la fede, egli penetra la nostra anima e parla al nostro spirito, non con discorsi, ma con ispirazioni. Egli propone all’intelletto in modo così gradevole ciò che si deve credere, affinché la volontà ne ricavi un vivo compiacimento in modo da incoraggiare l’intelletto ad acconsentire e a conformarsi alla verità senza alcun dubbio e diffidenza”. Le “ispirazioni” di cui parla sono quelle che la Parola ascoltata, meditata e messa in pratica, unita alla preghiera e alla frequenza ai Sacramenti, nutrono la nostra fede…E’ il seme che, caduto sul terreno buono,  porta frutto abbondante. Non permettiamo che il periodo estivo metta “in aspettativa” la nostra fede e ricordiamo l’ammonimento di San Giovanni Bosco: “Spesso l’estate diventa la vendemmia del diavolo”.

Preghiamo con le stesse parole del Salesio (dal TAD):

O Dio, la bellezza della nostra fede mi appare così bella che muoio d’amore! Voglio conservare il dono prezioso che Dio mi ha fatto, in un cuore tutto profumato di devozione. Amen

Con l’augurio di vivere nella fede anche il momento del riposo estivo, buona giornata,

PG&PGR

P.S. Noi non andremo in ferie e dunque cercheremo, per quanto è possibile, di continuare con questi pensieri quotidiani.

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