27 luglio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

senz’altro ricorderete che questa “avventura epistolare” è iniziata a metà marzo, in piena pandemia, quando questo, oltre al telefono, era l’unico mezzo per tenerci in contatto. E ricorderete anche che abbiamo iniziato col rileggere e commentare insieme alcuni brani del Vangelo di Giovanni a cui ha fatto seguito il libro de “Gli Atti degli Apostoli”. Quante volte ci siamo imbattuti in “duelli verbali” tra Gesù e i Giudei che, dopo la prima Pentecoste, sono proseguiti tra gli stessi antagonisti del Maestro e i suoi discepoli. Ma vi siete mai chiesti quale fosse il motivo profondo degli “attacchi” da parte Giudei contro il messaggio cristiano? Camuffata da motivi religiosi riguardanti la Legge di Mosè e la Tradizione dei Padri, quello che “rodeva” il cuore di Farisei, Sadducei, Dottori della Legge, Sacerdoti e scribi, altro non era che l’invidia di vedere  la gioia che il messaggio cristiano infondeva nel cuore dei discepoli mentre la loro sapienza  sapeva solo “legare pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito” (Mt 24,4). Francesco di Sales, negli “Opuscoli” (una delle opere “minori”) dice: “L’invidia non è altro che la tristezza che si prova di fronte al bene altrui, pensando che il bene dell’altro possa togliere qualcosa al nostro…Dall’invidia nascono: gelosie, rivalità, odio, mormorazioni, calunnie, e la soddisfazione gustata nel vedere il male che colpisce gli altri, come mille altri mali…Dall’albero della tristezza provengono: angoscie, pigrizia, gelosia, invidia e impazienza”. Generalmente, nel parlare comune, si tende a confondere gelosia e invidia, ma in realtà si tratta di due sentimenti ben distinti: l’invidia è la tristezza o la frustrazione di non poter possedere ciò che l’altro possiede; la gelosia è un amore affettivo ed egoistico che non ammette alcuna condivisione o spartizione. Non possiamo negare che in tanti ambienti, Chiesa compresa, questi sentimenti siano fortemente presenti creando difficoltà di ogni genere. La cosa peggiore è che spesso, questo vizio capitale, l’invidia, non riusciamo a riconoscerla dentro di noi. In una Esortazione il Salesio scrive: “Sono pochissimi quelli che non hanno un seppur lieve sentimento di invidia, per spirituali che siano; e quanto più uno è spirituale, tanto più l’invidia è sottile e quasi impercettibile”. (G. Jeanguenin). Dunque anche noi non siamo esenti da questo e dobbiamo essere vigilanti, contro questo “virus” che tenta sempre di insinuarsi subdolamente nel nostro animo, chiedendo continuamente l’aiuto di Dio.

Preghiamo:

Signore, ti preghiamo di liberarci dal male dell’invidia che, tante volte, senza che ne accorgiamo, si insinua dentro di noi. Dacci occhi e cuore nuovi per guardare lealmente agli altri come a compagni di cammino verso di Te che sei l’Amore infinito. Amen.

A tutti, con l’unica “invidia” di non potervi abbracciare uno per uno, buona giornata,

PG&PGR

P.S. Anche se con un giorno di ritardo, auguri a tutte le ANNA che conosciamo…in modo particolare all’ultima arrivata “lassù sotto le Alpi” :-D

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