30 luglio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

provate a pensare a quante volte abbiamo detto, recitando il Padre nostro “sia fatta la tua volontà” o in qualche altra occasione “sia fatta la volontà di Dio”. Proviamo anche a pensare a quante volte, quando le cose proprio non vanno o, quanto meno, ci mettono di fronte a qualche difficoltà, in famiglia, sul lavoro, a scuola, con gli amici, in Parrocchia, la nostra povera umanità, che vorrebbe sempre veder filare tutto liscio, secondo il nostro giudizio, si “scontra” con la realtà e si ribella. Francesco di Sales, in una lettera scrive: “Con dolcezza, pace e soavità fate i vostri piccoli sforzi per meglio servire la Bontà divina…ma non vi spaventate nelle difficoltà che si frapporranno; perché quale bene, quale cosa preziosa può mai ottenersi senza pena e senza fatica? Da parte nostra, è solo necessario rimanere fermi nella risoluzione presa di arrivare alla perfezione del santo amore per fare che questo sia perfetto, mentre non lo sarebbe se non si aspirasse a tanto” (OEA, XVIII). Non pensiamo che per Francesco tutto sia stato facile a partire dalla sua scelta del sacerdozio in opposizione alla carriera che suo padre sognava per lui. E poi le innumerevoli difficoltà della sua opera missionaria nello Chablais con quei “duelli” verbali con i calvinisti e dove ha rischiato, più di una volta, la sua stessa vita. Anche nella fondazione dell’Ordine della Visitazione non tutto è andato come lui lo aveva immaginato e sognato; basti pensare all’atto di sottomissione alla volontà dell’Arcivescovo di Lione (ne abbiamo già parlato in un’altra occasione) che imponeva alle Visitandine la clausura. Anche nell’esercizio dell’episcopato ha incontrato grosse difficoltà nel rimettere ordine nella sua Diocesi secondo le disposizioni del Concilio di Trento, richiamare al loro dovere i parroci, rimettere in “carreggiata” i monasteri, ecc. Si legge nelle cronache dell’A.S.: “ In ogni occasione è sempre stata ammirabile l’accettabilità dell’anima angelica del nostro Santo. A lui era sempre caro e si teneva sempre disposto a ricevere egualmente il dolce e l’amaro, il riposo e la fatica, la vita e la morte;  di modo che non avrebbe saputo scegliere l’una o l’altra di queste cose, se non quando la volontà di Dio si fosse manifestata, perché allora l’avrebbe accettata immediatamente. Ora, tutto questo accadeva in lui dolcemente, senza replica, ripugnanza o contraddizione della parte inferiore del suo spirito; senza sì, senza no, senza forse, senza ma! …La conformità del nostro santo al beneplacito divino si verificava in lui con tanta dolcezza e soavità, da non potervi discernere il più piccolo moto contrario…Tutto in quell’anima viveva in profonda pace, poiché egli non aveva più volontà, ma lasciava che Dio volesse in lui e per lui”.

Certo, diremo coralmente, ma “lui era un santo!” E’ vero, però facciamo ben attenzione che questo non diventi un alibi e ricordiamo la lezione che viene proprio dal Salesio e che gli ultimi Pontefici hanno ripreso: la santità è alla portata di tutti e dunque…

Preghiamo: Signore concedici di saper sempre accogliere la tua volontà anche quando questo ci sembra un compito arduo. Con il tuo Spirito rendici capaci di essere sempre pronti ad accettare anche le difficoltà che la vita ci mette davanti. Amen

L’augurio odierno è quello di saper leggere e mettere in atto la volontà di Dio, buona giornata.

PG&PGR

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