21 agosto 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

vogliamo continuare il discorso di ieri sulle piccole tentazioni. Come combatterle? Quando abbiamo dei piccoli disturbi di salute, non sempre ricorriamo al medico nella speranza che, con qualche piccolo rimedio, tutto torni alla normalità. Ma quando questi persistono o, peggio, aumentano, i rimedi “casalinghi” non bastano più e bisogna necessariamente ricorrere alla scienza. Nella IVD, al capitolo successivo a quello di ieri, il Salesio ci suggerisce come rimediare alle piccole tentazioni: “Quanto alle piccole tentazioni di vanità, di sospetto, di tristezza, di gelosia, di invidia, di passioncelle e simili trabocchetti che, come mosche e moscerini (aggiungiamo in questo periodo anche le zanzare!), ci volano davanti agli occhi e ci pungono ora sulla guancia, ora sul naso, non ci è dato di liberarci completamente del loro fastidio; la migliore resistenza che si possa loro opporre è di non innervosirci (e cercare di non grattarsi…); allo stesso modo, le piccole tentazioni possono darci molto fastidio, ma non possono nuocerci, purché ci sia sempre in noi la ferma decisione di servire Dio”. Come già dicevamo ieri, infatti, in un modo o nell’altro, il maligno è sempre in agguato e non si lascia sfuggire l’occasione di irrompere nel nostro cuore e nella mostra mente. Continua: “Disprezza questi piccoli attacchi, non degnarli nemmeno di un pensiero, anzi lasciali pure ronzare intorno alle tue orecchie finché ne avranno voglia; che volino pure qua e là intorno a te, come le mosche; se poi dovessero pungerti o posarsi un attimo sul tuo cuore, cacciali e basta! Non metterti a combatterli o a rispondere loro; compi atti contrari, quelli che vuoi, ma soprattutto di amore di Dio”. San Filippo Neri, “Pippo bono”, a un tale che confessava di aver spesso pensieri “non tanto per la quale”, diceva che tali pensieri sono come gli uccelli: non puoi certo impedire che volino sopra la tua testa, ma puoi impedire che vi si posino.

Certamente tutti abbiamo bisogno di esaminare spesso i nostri comportamenti per scoprire “quali siano le passioni che più vi spadroneggiano; una volta scoperte imposta la tua vita in modo esattamente contrario nei pensieri, nelle parole, nelle opere”.

Tutti noi abbiamo la necessità di riscoprire quella bella pratica di ciò che è chiamato “esame di coscienza” che non andrebbe fatto solo prima di accostarci al sacramento del perdono (in verità sono molto pochi a farlo!), ma ogni sera, prima di coricarci, ripercorrendo la giornata trascorsa e magari ripetendo le parole di una bella preghiera che le “giovani leve” non conoscono (colpa di noi preti!) e molti degli altri hanno forse dimenticato: la preghiera del “Ti adoro” di cui esiste la versione per l’inizio di una nuova giornata e quella per la conclusione della stessa. Ve la riproponiamo come preghiera:

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno.  Perdonami il male che oggi ho commesso e, se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

Nello spirito di questa preghiera, che nella versione del giorno dice “Ti offro le azioni di questa giornata e fa’ che sia tutte secondo la tua santa volontà”, buona giornata a tutti,

PG&PGR

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