15 ottobre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi la Chiesa celebra la memoria di Santa Teresa di Gesù, conosciuta più comunemente come Santa Teresa d’Avila e, per gli “addetti ai lavori”, Santa Teresona, per distinguerla da Santa Teresina (di Lisieux). Nata ad Avila, in Spagna, nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita di casa, entrò a venti anni nel Carmelo di Avila. Il suo percorso non fu facile, ma l’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Concepì ed attuò la riforma che prese il suo nome e che fu estesa anche al ramo maschile dell’Ordine Carmelitano. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì ad Alba de Tormes, presso Salamanca, nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622, anno della morte di Francesco di Sales. Nel 1970 il papa San Paolo VI la proclamò Dottore della Chiesa.

Il Salesio, nelle sue opere, cita spesso questa grande donna: solo nel TAD tredici volte. Ecco una di queste citazioni riferita alla nostra capacità, o incapacità, di “accogliere le aspirazioni celesti secondo tutta l’estensione della loro virtù…La beata Madre Teresa di Gesù, donna senza dubbio angelica, parlando dell’orazione di quiete dice queste parole: « Ci sono molte anime che giungono fino a questo stato, e quelle che vanno oltre sono in numero molto esiguo, e non so per quale ragione. E’ certo che la colpa non sta dalla parte di Dio, perché, dato che la Maestà Divina ci aiuta e ci dà la grazia di giungere fino a quel punto, credo che non mancherebbe di darcene ancora di più, se non fosse per colpa nostra e per l’impedimento che vi mettiamo noi stessi». Stiamo dunque attenti, Teotimo, al nostro progresso nell’amore che dobbiamo a Dio, perché quello che Egli ci porta non verrà mai meno”. Cosa sarà mai questa “orazione di quiete”? Per dirla in breve è quella che non ha bisogno di parole, ma si lascia trasportare dalla contemplazione dell’Amore di Dio attraverso le sue opere.

Un aneddoto: una persona ormai avanti negli anni, tutti i giorni, sempre allo stesso orario, andava nella sua chiesa parrocchiale, si sedeva davanti al tabernacolo, e restava lì per diverso tempo. Il parroco, incuriosito da quella regolare presenza, un giorno lo avvicinò e gli chiese come mai venisse in chiesa tutti i giorni, allo stesso orario. Il vecchietto rispose candidamente: «Vengo a parlare con Gesù. Io sono rimasto solo e vedo che anche lui è spesso da solo.» E il parroco: «Ma cosa gli dici?». Il vegliardo rispose semplicemente: «Nulla. Io lo guardo, lui mi guarda e poi me ne torno a casa contento di aver trascorso un’ora col mio amico Gesù». Questa è l’orazione di quiete.

Preghiamo con le parole della liturgia:

O Padre, che per mezzo del tuo Spirito hai suscitato nella Chiesa santa Teresa d’Avila per indicare una via nuova nella ricerca della perfezione, concedi a noi, tuoi fedeli, di nutrirci spiritualmente della sua dottrina e di essere infiammati da un vivo desiderio di santità. Amen

Troviamo, oggi, cinque minuti da dedicare al dialogo silenzioso con Dio. Buona giornata,

PG&PGR

Notizie da PGR
Nulla di nuovo da segnalare. Si continua con le medicazioni. PG

I commenti sono chiusi.