24 ottobre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

ome spesso accade a coloro che hanno incarichi di responsabilità, anche San Francesco di Sales non è stato esente da critiche e calunnie. E questo non ci meraviglia! La maldicenza, da sempre, sembra essere uno tra gli “sport” più praticati. Se poi è diretta all’indirizzo di preti, vescovi, papi… Quello che ci rincuora sono le parole di Gesù: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi…”(Mt 5,11); e ancora: “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi…”(Lc 6,26). In una lettera il Salesio scrive: “Chi guarda il prossimo fuori del petto del Salvatore corre rischio di non amarlo puramente, né costantemente, né egualmente; ma là dentro, chi non l’amerà? Chi non lo sopporterà? Chi non avrà tolleranza per le sue imperfezioni? Chi potrà reputarlo sgarbato, o noioso? Ora il nostro prossimo è proprio lì, nel sacro petto del Salvatore, degno tanto di essere amato, che l’Amante divino muore per lui d’amore”. Negli A.S. leggiamo che “nell’ottobre del 1619 San Francesco di Sales seppe di essere furiosamente calunniato a Parigi, in occasione di un matrimonio. Il sant’uomo ricevette tale comunicazione con l’ordinaria sua tranquillità di spirito, dicendo al Conte De Sales, suo fratello: « Mi si scrive da tutte le parti che a Parigi i Sigg. N.N. mi radono assai bene la barba, e che il loro rasoio è molto tagliente. Ma…viva Dio! Se la mia reputazione è utile al suo servizio il Signore la difenderà; quanto a me, ne voglio solo quel tanto che occorre per questo». Per edificazione però del prossimo e per la riverenza dovuta alla verità, non mancò d’illuminare sinceramente i suoi amici circa la maniera con cui la cosa era avvenuta. E non si possono abbastanza ammirare nella sua corrispondenza d’allora la moderazione e la pace dell’anima sua fra quella furiosa tempesta. «Sono dolentissimo – egli scrive – del sollevarsi di tanta passione in un affare nel quale io non ne ebbi affatto (non c’entro n.d.r.) ». Quelli che mi conoscono sanno bene che non voglio nulla o quasi nulla con passione e violenza, e che quando commetto qualche fallo è per ignoranza! Vorrei peraltro guadagnare la buona grazia di quei signori in favore del mio ministero; ma se non ci riesco, continuerò a camminare in esso per infamia e buona fama, come seduttore e veridico». Alla Madre de Chantal, allora a Parigi per la fondazione di un monastero del suo Ordine  (e che probabilmente aveva preso le sue difese, n.d.r.), scrive: «Ho abbandonato alla Provvidenza dell’Altissimo tutti questi venti contrari: che soffino, o si calmino, secondo che a Dio piacerà, mentre la tempesta e la bonaccia sono per me indifferenti. Vi prego di non essere tanto tenera sul mio conto: bisogna pur volere che io sia qualche volta censurato; perché, se non lo merito per una cosa, lo merito per un’altra». Pensiamo che l’umiltà del nostro Santo debba farci riflettere profondamente. E per finire: una delle opere di misericordia spirituali recita: “Sopportare pazientemente le persone moleste”…..senza aggiungere altro!

Preghiamo:

Signore, Figlio di Dio, i tuoi avversari ti hanno accusato di essere un indemoniato, un impostore, un bestemmiatore. Insegnaci  a saper affrontare chi ci accusa ingiustamente con benevolenza e ad avere la stessa grandezza d’animo del tuo servo Francesco di Sales. Amen.

E oggi sapremo mettere in pratica la benevolenza anche nei confronti di qualcuno che, in qualche modo, ci mette alla prova? Buona giornata,

PG&PGR

Notizie di PGR
Parole del cardiochirurgo durante la medicazione di ieri mattina: “Molto bene, la ferita continua a chiudersi…” Si, vabbè professo’! Ma quando finiremo “st’odissea”? “Presto” risponde il luminare…” Andiamo dunque avanti con pazienza. PG

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