29 ottobre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il capitolo quarto del dodicesimo libro del TAD ha come tema portante “le occupazioni legittime che non devono impedirci di praticare il divino amore”. Questo ci ha fatto pensare e riflettere su quante “scuse” si trovano per far passare in secondo piano il nostro rapporto con il Signore e con la comunità parrocchiale con riferimento alla partecipazione domenicale al “banchetto Eucaristico”, cioè la santa messa. Richiamiamo alla mente il vangelo di tre domeniche fa (11 ottobre). Il brano era quello di Matteo (22,1-14) nel quale Gesù, attraverso la parabola degli “invitati alle nozze” richiama non soltanto i suoi contemporanei, ma anche noi. La ricordate? La riassumiamo per sommi capi: un re organizzò un banchetto di nozze per il proprio figlio e mandò i suoi servi a chiamare gli invitati, ma questi, accampando scuse varie, non risposero all’invito. L’analogia è chiara: il re è Dio Padre, il figlio (lo sposo) è il Cristo, il banchetto è la celebrazione dell’Eucarestia, gli invitati siamo tutti noi. Nel testo del TAD citato sopra Francesco di Sales scrive: “La curiosità, l’ambizione, l’inquietitudine, con l’inavvertenza e la mancanza di considerazione del fine per il quale siamo in questo mondo sono motivo per cui abbiamo mille volte più ostacoli che occupazioni, più rumore che azione, più occupazioni che doveri; e sono questi intralci, Teotimo, ossia le sciocche, vane e superflue occupazioni delle quali ci carichiamo, che ci distolgono dall’amore di Dio e non gli autentici e legittimi esercizi della nostra vocazione”. Il Salesio poi continua portando ad esempio alcuni personaggi, quali il re Davide e San Luigi IX, re di Francia, impegnati a governare i loro popoli e San Bernardo che operava presso gli eserciti dei grandi principi. Ebbene, questi e tanti altri, nonostante il loro lavoro non facile, non hanno mai tralasciato di vivere profondamente il loro rapporto con Dio. Ma noi, cristiani del terzo millennio, quante motivazioni, a volte legittime altre molto meno, troviamo per far “scivolare” l’impegno cristiano verso i gradini più bassi della nostra scala di valori? Un esempio fra tanti: quanti genitori dei bambini che hanno ricevuto per la prima volta l’Eucarestia nelle domeniche del mese scorso, hanno riaccompagnato, alla celebrazione della messa, i propri figli nelle domeniche successive? Senza negarne l’evidenza, la pericolosità e dunque la necessità assoluta della prudenza, il coronavirus sta forse diventando un alibi…Un altro esempio: che fine fa l’impegno formale che si assumono coloro che chiedono l’attestato per poter essere padrini o madrine del battesimo e della cresima, una volta celebrato il sacramento? E i ragazzi dell’Oratorio e dei gruppi, che a volte incontriamo per strada anche senza la mascherina, la domenica mattina cosa fanno? Crediamo sia giunto il momento di farci seriamente delle domande…!

Preghiamo

Perdonaci Signore se il nostro rapporto con Te si è allentato. E’ vero: gli impegni sono tanti, ma è anche vero che, facilmente, mettiamo da parte quello che abbiamo con Te. Aiutaci a riscoprire il senso di Chiesa, di comunità, di popolo in cammino verso di Te. Amen

Oggi ripensiamo a qualche occasione persa per incontrare il Signore e rinnoviamo il nostro impegno di vita cristiana. Buona giornata a tutti,

PG&PGR

Notizie di PGR
Nulla di nuovo sotto il sole. Sta bene. Venerdì mattina altra medicazione…vi farò sapere . PG

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