18 novembre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

anche se liturgicamente è una “memoria facoltativa” per la Chiesa universale, per la Diocesi di Roma la ricorrenza odierna è molto importante: Dedicazione delle Basiliche dei S.S. Pietro e Paolo. Lasciamo la parola agli storici:

“Si dice che l’illustre Principe degli Apostoli fosse sepolto, subito dopo la morte, nel luogo stesso del martirio, sul colle Vaticano. S. Paolo, decapitato alle Acque Salvie, venne deposto lungo la via Ostiense, fuori le mura di Roma e precisamente ove ora sorge l’attuale e grandiosa basilica in suo onore.

Il pio imperatore Costantino, dopo aver fatto costruire la prima chiesa in Laterano, ne fece fabbricare sette altre a Roma ed un numero maggiore in Italia. La prima delle sette chiese romane, situata sul Colle Vaticano, fu dedicata a S. Pietro; la seconda la fece sorgere lungo la via Ostiense, poco distante dal luogo del martirio di S. Paolo e a lui fu dedicata.

Dopo oltre 11 secoli, l’antica basilica vaticana minacciava di cadere, quando sotto il pontificato di Giulio II nel 1506 fu riedificata secondo l’attuale grandioso disegno e nuovamente consacrata da Papa Urbano VIII il 18 novembre del 1626. I più grandi artisti del tempo, quali Bramante, Raffaello, Michelangelo e Bernini, vi lavorarono. Sotto i suoi altari si conservano le reliquie di un gran numero di Papi martiri e di santi; ma le più preziose sono quelle di S. Pietro, poste sotto un magnifico altare detto della Confessione, su cui solo il Romano Pontefice può celebrare la S. Messa.

La ricchissima basilica di S. Paolo, che il 18 luglio 1823 fu distrutta da un incendio, venne riedificata anche essa con nuovo splendore e riconsacrata con grandissima pompa dal Pontefice Pio IX il 10 dicembre 1854 tra immenso stuolo di cardinali e vescovi convenuti da tutto l’orbe cristiano a Roma per la proclamazione del dogma dell’Immacolata.

Oggi dunque, come 15 secoli addietro, ricordando gli anniversari della consacrazione di queste due basiliche, veneriamo in esse le gloriose spoglie dei Principi degli Apostoli, anche oggi, come allora, meta di continui pellegrinaggi.”

Nell’Esortazione del 30 settembre 1618, anniversario della Dedicazione della chiesa della Visitazione, Francesco di Sales dice: “Se ne avessi avuto il tempo, avrei parlato di una certa pia dedicazione che si fa per mezzo della frequentazione del tempio, ossia della chiesa; ma in quest’ora non parlerò che della dedicazione del cuore”. Non crediamo di dire una cosa nuova asserendo, con il Nostro, che la Chiesa sta nel cuore di ogni cristiano. Gesù, nel Vangelo di Giovanni (2,19) dice: “Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere”. L’evangelista prosegue dicendo che Gesù parlava del tempio che era il suo corpo. Se siamo anche noi figli di Dio, seppur adottivi, anche il nostro corpo, tutto il nostro essere, attraverso il sacramento del Battesimo, diventa tempio di Dio, dimora dello Spirito Santo. E tutti insieme formiamo il popolo santo di Dio che cammina in questo mondo e porta a tutti gli uomini il messaggio del Vangelo. Non dimentichiamo mai questa realtà.

Preghiamo:

Signore che ci hai chiamati a far parte della Tua famiglia, la Chiesa dacci una maggiore coscienza di esserne parte viva, integrante, importante e rinvigorisci la nostra testimonianza cristiana per essere meno indegni di chiamarci Tuoi Figli. Amen

Sentiamoci, oggi, un po’ più figli e membra della Chiesa. Buona giornata,

PG&PGR

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