3 novembre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dopo il breve intervallo che ha fatto anche bene agli occhi e al cervello, riprendiamo i nostri messaggi quotidiani. L’altro ieri abbiamo celebrato la Solennità di “Tutti i Santi”, o come si diceva una volta “Ognissanti”, e qualcosa dobbiamo pur dirla, o meglio ascoltarla dal nostro caro Vescovo di Ginevra. E’ una ricorrenza che “con un sol colpo”, celebra tutti questi nostri fratelli e sorelle che sono già al cospetto e nella gloria di Dio. Da sottolineare che è strettamente unita alla “Commemorazione di Tutti i Fedeli defunti” (nata tra il X e l’XI secolo nell’Abbazia di Cluny e poi estesa a tutta la Chiesa latina – n.d.r.). Nell’Esortazione del Primo novembre 1621, il Salesio dice: “Ora, la santa Chiesa, che non soltanto è sposa di Nostro Signore ma anche sua imitatrice, volendo in tutto e per tutto conformarsi a lui, celebra la festa dei santi con uno straordinario compiacimento. Quando li prende in considerazione e li onora singolarmente, vedendo il fervore dei martiri, l’amore degli apostoli, la purezza delle vergini, ad imitazione del Creatore dice che ciò è bene; ma quando raccoglie tutti e fa una festa a tutti insieme, contemplando le corone, le palme, le vittorie e i trionfi di tutti i santi, prova un compiacimento ineguagliabile ed esclama: Quanto ciò è buono!, più che buono! Questa è la festa che celebriamo oggi. Sono molte le ragioni della sua istituzione; mi accontenterò di dirvene una soltanto, che è fondamentale. E’ stata istituita per onorare molti santi e sante che si trovano in Cielo, ma, non essendo i loro nomi conosciuti quaggiù in terra, la Chiesa non ha la possibilità di festeggiarli singolarmente. Non pensate che siano i miracoli e le vocazioni speciali che hanno reso santi tutti quelli che si trovano in paradiso; certamente no, perché è un dato di fatto che esistono numerosissimi santi che sono passati inosservati in questa vita, senza fare prodigi e senza lasciare alcun ricordo sulla terra, e che, tuttavia, sono superiori a coloro che hanno operato meraviglie e sono stati onorati – e lo sono tuttora – nella Chiesa di Dio. In verità, fu un colpo della divina Provvidenza rivelare e far conoscere la santità di San Paolo, primo eremita, che viveva molto ben nascosto e poco stimato nel deserto (con molta probabilità si riferisce a San Paolo di Tebe  vissuto dal 230 al 335  che fu conosciuto e, alla sua morte, sepolto da Sant’Antonio Abate – n.d.r.). O Dio, quanti santi pensate ci siano stati nelle grotte, nelle botteghe, nelle cose devote, nei monasteri; morti sconosciuti e che, a quest’ora, sono esaltati nella gloria a di sopra di quelli che sono stati molto conosciuti e ammirati sulla terra? Per questo, la Chiesa, considerando la festa che si celebra in Cielo, di riflesso ne celebra una sulla terra, nella quale esalta quelli che conosce e anche quelli di cui non ne conosce né il nome né la vita”.

I  Santi… Tante volte ci siamo trovati a dire che sono quelli “che non si sono accontentati” di un cristianesimo “contenuto”, a volte tiepido, ma si sono sforzati, nella vita quotidiana, senza troppe pretese e senza “pubblicità”, di vivere il Vangelo. Una santità alla quale tutti siamo chiamati.

Una curiosità: in francese questa festa si chiama la “Toussaint” e veniva usato anche come nome proprio di persona (ormai caduto in disuso). Il padre del Beato Luigi brisson, nostro fondatore, si chiamava proprio Toussaint Brisson.

Preghiamo:

Signore, affidiamo all’intercessione dei Santi, conosciuti e sconosciuti, le nostre comunità parrocchiali, le nostre famiglie, tutti noi. Donaci il dono di saperli imitare nella vita di tutti i giorni per testimoniare al mondo il messaggio evangelico. Amen

Notizie di PGR
Nulla da segnalare. Stamattina altra medicazione, ma dovremmo essere verso il termine di queste “passeggiate” mattutine all’Umberto I. PG

 

N.B. A cominciare da venerdì prossimo, 6 novembre, tutti i primi venerdì del mese (salvo indicazioni contrarie o eventuali restrizioni che potrebbero essere dettate dall’espandersi della pandemia), alle ore 21,00, in chiesa, Adorazione Eucaristica e recita del Santo Rosario. Uniamoci in preghiera per chiedere al Signore di liberarci da ogni male.

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