30 novembre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi la Chiesa celebra la festa di Sant’Andrea apostolo. Fratello minore di San Pietro, fu inizialmente discepolo del Battista che lo invitò a seguire Gesù indicandolo come “l’Agnello di Dio”. Trascorse, insieme ad un altro discepolo di Giovanni (probabilmente Giovanni evangelista –n.d.r.), qualche ora col “Rabbi” di Nazareth e incontrando poi suo fratello Simone (Pietro) gli annuncia “Abbiamo trovato il Messia”. I testi evangelici non ci dicono molto di questo apostolo, ma sicuramente, insieme a tutto il gruppo degli apostoli, è uno destinatari delle promesse di Gesù e anche…dei suoi rimproveri. Ci sentiamo dunque autorizzati a pensare che, in quella che l’evangelista Giovanni chiama “l’ora di Gesù”, in quella notte nell’orto degli Ulivi, dopo l’arresto del Maestro, anche Andrea, come tutti gli altri, se la sia data a gambe per paura dei Giudei. Insieme ai suoi “colleghi”, troverà, attraverso il dono dello Spirito Santo, il coraggio di annunciare e testimoniare la sua fede. Fonti storiche, in particolare Eusebio di Cesarea, ci dicono che Andrea predicò il Vangelo in Asia minore e nella Russia meridionale. Sceso poi in Grecia, fu a capo dei cristiani di Patrasso e qui, intorno all’anno 60, subì il martirio molto simile a quello del suo maestro: crocifisso, ma a testa in giù su una croce a X, detta poi “croce di Sant’Andrea”. San Francesco di Sales lo cita solo “di passaggio”, ma nelle Esortazioni, con una delle sue similitudini tratte dalla vita di tutti i giorni, parla della “trasformazione” degli apostoli operata dallo Spirito Santo il giorno di Pentecoste. E tra questi crediamo che Sant’Andrea meriti un posto privilegiato per essere stato il primo a rispondere alla chiamata del Signore e a seguirlo. Ascoltiamo il Salesio: “Sapete che per fare il pane bisogna impastare la farina, aggiungendovi l’acqua, e poi occorre cuocerla; la pasta è malleabile e pieghevole, prima della cottura, ma dopo di questa è rigida, compatta e dura. Similmente gli Apostoli vennero modellati al tempo della passione; poi, dopo essere stati legati insieme nel Cenacolo dove attendevano lo Spirito Santo, unirono la farina dei loro propositi con l’acqua delle afflizioni e della contrizione per la perdita del Maestro, abbandonato nelle angosce. Tuttavia erano ancora pasta trasformabile e malleabile, perché potevano abbandonarlo di nuovo e perdere il suo santo amore. Ma lo Spirito Santo, sceso in forma di fuoco, li rese immutabili e invariabili nel sacro amore, dando una tale solidità alla pasta dei loro propositi, che in seguito non poterono più abbandonarlo e perderlo. Lo si vede nella loro vita successiva, in quanto si immolarono per la confessione della fede, come agnellini condotti al macello…Gli Apostoli praticarono la perfezione secondo l’esempio che aveva loro dato il Maestro, Nostro Signore”.

Preghiamo con le parole della Liturgia:

Dio onnipotente, esaudisci la nostra preghiera nella festa dell’apostolo Sant’Andrea; egli che fu annunziatore del vangelo e pastore della tua Chiesa, sia sempre nostro intercessore nel Cielo. Amen.

Con l’augurio di essere, oggi, entusiasti come Sant’Andrea, nell’annunciare e testimoniare con la nostra fede la presenza nel mondo dell’opera del Signore. buona giornata,

PG&PGR

Auguri a tutti gli Andrea, vicini e lontani, che conosciamo.

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