28 dicembre 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

con la speranza che abbiate potuto trascorrere, seppur nelle ristrettezze dettate dalla pandemia,  un Natale sereno e santo, riprendiamo il nostro cammino in compagnia di San Francesco di Sales. Oggi, però, mettiamo da parte le Controversie e se andate a riguardarvi le date dei momenti importanti della sua vita vi renderete conto che oggi è il 398° anniversario della sua morte. In una lettera del 1613, ad una sua figlia spirituale, aveva scritto: “Gli anni se ne vanno; sfumano via impercettibilmente gli uni dopo gli altri, e mentre passano mettono fine alla nostra vita mortale… Oh, quanto più desiderabile è l’eternità! La sua durata è senza fine, i suoi giorni senza notte e le sue consolazioni senza cambiamento…Che felicità per l’anima mia se la misericordia di Dio la farà giungere ad assaporare tanta dolcezza! In attesa di vedere Gesù glorificato, adesso contempliamolo umiliato nella sua povera culla”.

Negli A.S. leggiamo quanto segue: “Il 28 dicembre 1622, in una povera cameretta della casa del giardiniere della Visitazione di Bellecour (Lione), San Francesco di Sales passava santamente alla gloria! Dal giorno innanzi egli aveva capito che l’ora della ricompensa eterna era giunta: si preparò quindi fervorosamente alla morte. Ricevuto l’Olio degli Infermi con edificante pietà, aspettò calmo e sorridente il momento di addormentarsi nel bacio del Signore! Circondato dai suoi familiari e da altre persone amiche e conoscenti, verso le ore otto della sera, mentre nelle Litanie degli agonizzanti s’invocavano i Santi Innocenti, l’anima sua, pura e innocente, spiccò il volo verso il Cielo per unirsi al beato corteo di quelli che seguono l’Agnello dovunque Egli va! Può dirsi che lasciò la terra quanto alla presenza corporea, perché l’esempio delle sue virtù e la potenza della sua protezione lo rendono sempre presente allo spirito degli innumerevoli suoi devoti. Contava solo cinquantacinque anni e cinque mesi di età, ma era tanto pieno di grazia e di virtù come se fosse vissuto assai più lungamente. Se molto fu ammirato in vita, molto più fu compianto in morte, e la sua memoria rimase in benedizione presso tutti!”. Il brano fa cenno alle litanie della preghiera del Rosario recitato per coloro che sono in agonia e nelle quali si invocano, tra gli altri santi, i piccoli innocenti di cui Erode aveva sparso il sangue nell’intento di uccidere anche il neonato Re dei Giudei, Gesù. Ma la storia ci dice che la strage degli innocenti non si è fermata con Erode. Nell’arco dei secoli, nella storia dell’uomo, da Abele fino ai nostri giorni, c’è sempre qualche innocente, piccolo e grande, al quale, a causa della guerra, della fame, dell’odio razziale, dell’ingiustizia, della violenza, della sete di potere, della superficialità e di tante altre “malattie” del cuore dell’uomo, viene tolta la possibilità di vivere o, comunque, condurre una vita dignitosa.

Preghiamo

Signore, tu hai disposto che il santo vescovo Francesco di Sales facesse il suo ingresso nel Tuo Regno nel giorno in cui la Chiesa universale ricorda i Santi Innocenti…Vogliamo immaginarli festanti nell’accogliere il “nuovo arrivato”. Ti preghiamo: apri il cuore dell’uomo e non permettere che si infoltisca la schiera delle innocenti vittime del male che ristagna nel mondo. Amen

Rivolgiamo, oggi, un pensiero ai tanti piccoli innocenti  vittime del male. A domani,

PG&PGR

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