27 gennaio 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

la vostra pazienza viene premiata. Ecco la risposta che dà San Francesco di Sales alla domanda con la quale ci siamo lasciati ieri: “La vera e viva devozione, Filotea, esige l’amore di Dio, anzi non è altro che un vero amore di Dio; non un amore genericamente inteso”. Dunque AMORE! Una parola che usiamo spesso, ma alla quale diamo significati diversi a seconda delle situazioni, delle persone, delle realtà umane; ma l’amore di Dio, quello vero, è ben altra cosa: “L’amore di Dio si chiama grazia in quanto abbellisce l’anima, perché ci rende accetti alla divina Maestà; si chiama carità, in quanto ci dà la forza di agire bene; quando poi è giunto ad un tale livello di perfezione, per cui, non soltanto ci dà la forza di agire bene, ma ci spinge ad operare con cura, spesso e con prontezza, allora si chiama devozione”. E per esprimere meglio questo concetto, il Nostro usa una delle sue simpatiche similitudini: “Gli struzzi non possono volare, le galline svolazzano di rado, goffamente e rasoterra; le aquile, le rondini e i colombi volano spesso, con eleganza ed in alto”. Domanda: noi come ci collochiamo in questo “zoo” di pennuti? Facciamo come gli struzzi che, oltre a non volare, nascondono la testa sotto la sabbia quando sono in difficoltà o in pericolo? Beh, speriamo proprio di no. Siamo come le galline che riescono solo ad accennare il volo perché non ce la fanno, con ali fragili, a sollevare la loro mole? E questa mole è rappresentata da tutte le “scorciatoie” che la società odierna ci pone davanti. Certamente vorremmo essere tutti come le aquile, le rondini, ecc., ma siamo solo uomini e donne peccatori che, coscienti della loro situazione terra terra desiderano, comunque, imparare a volare. Come fare? Ci risponde  il saggio Francesco:  “Similmente i peccatori non riescono a volare verso Dio, ma si spostano esclusivamente sulla terra e per la terra; le persone dabbene, che non possiedono ancora la devozione, volano verso Dio per mezzo delle buone azioni, con lentezza e pesantemente; le persone devote volano in Dio con frequenza, prontezza e salgono in alto”. Siamo certamente peccatori ma, speriamo, non di quelli che vivono solo per se stessi chiudendo gli occhi ed il cuore  davanti agli altri. Consideriamoci come i piccoli volatili che, con fatica, ma impegno, sotto gli occhi vigili della mamma, cercano di imparare a volare; loro sono spinti dall’istinto e dalla loro natura, noi dall’amore che Dio ha messo nel nostro cuore, ma che deve “maturare”.

Preghiamo

Signore, riconosciamo la nostra debolezza e, tante volte la nostra pigrizia spirituale. Dacci ali forti per volare, ali grandi che vincano la forza di gravità che sono tutte le nostre imperfezioni e che, spesso, ci costringe solo a guardare in alto senza avere il coraggio di volare veramente. Amen.

E se oggi cominciassimo, almeno, a saltellare un po’ più in alto? Non lasciamoci spaventare all’altezza. Buona giornata,

PG&PGR

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