13 Marzo 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

abbiamo invocato l’aiuto della Santa Vergine, dei Santi e chiesto l’assistenza del nostro Angelo custode. Aggiungiamo una invocazione a San Francesco di Sales e passiamo al terzo punto della preparazione che egli chiama “La presentazione del mistero”. Scrive il nostro Amico: “Se vuoi meditare su Nostro Signore in croce, devi immaginare di trovarti sul monte Calvario e rivedere tutto ciò che avvenne e si disse nel giorno della Passione”.

Potrebbe sembrare quasi un esercizio per bambini del catechismo, ma vi assicuriamo che non lo è. Immaginiamoci di essere veramente sul Calvario, solo come “spettatori”. Siamo all’ora sesta romana, cioè mezzogiorno e, secondo la narrazione dei tre evangelisti sinottici (Matteo, Marco e Luca), il cielo si fa buio. Gesù è già sulla croce e ai suoi piedi c’è Maria, sua madre, Giovanni, la Maddalena e alcune altre donne. Il soldati montano la guardia e il popolo, diviso tra i pro e i contro, assiste. Proviamo a lasciare, per un momento, il ruolo di spettatori ed entriamo nel cuore di Maria, straziato dal dolore, delle donne che cercano di sostenerla, di Giovanni, il solo che ha avuto il coraggio di non abbandonare il suo Maestro. Quale emozione proviamo, Quali pensieri? Tutto è perduto? No, tutto è compiuto! È lì che inizia la nostra salvezza.

Facciamo un passo avanti e, sempre con l’immaginazione, trasportiamo questa scena del Calvario ai nostri tempi e nella nostra vita: “Se preferisci, ed è la stessa cosa, immaginarti che la crocifissione di Nostro Signore avvenga proprio nel luogo in cui ti trovi, seguendo il racconto degli Evangelisti.” Forse questo “esercizio” è più difficile ma, senz’altro, più coinvolgente. Il Signore Gesù è crocifisso per le strade della nostra città, vediamo il suo volto sfigurato in quello di chi è sfruttato per pochi soldi, di chi si mette in fila alle mense della Caritas, di chi sta vivendo, sulla propria pelle, il mistero della sofferenza e dell’abbandono forzato. Il loro grido è molto simile a quello di Gesù: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?” Riusciamo  a partecipare a questa tribolazione come Maria, Giovanni, le pie donne o restiamo “spettatori” impassibili davanti a tanti croci dei tanti “cristi”, come i soldati ai piedi di quella Croce? Potrebbero esserci anche altri misteri di meditazione come ad esempio “il mistero della grandezza di Dio, l’eccellenza delle virtù, il fine per il quale siamo stati creati”, ma per il momento sorvoliamo su questi in quanto misteri troppo grandi e, come dice lo stesso Francesco: “Non possiamo usare questo procedimento basato sull’immaginazione, perché si tratta di realtà invisibili. Tuttavia possiamo sempre servirci di qualche similitudine o qualche paragone per aiutarci nella meditazione; ma non sono cose facili.” Non escludendo poi gli insegnamenti di altri “maestri dello spirito”, ma calandoci nella realtà di chi inizia il cammino verso la vera devozione, conclude: “Qualcuno ti dirà che è meglio servirsi semplicemente della riflessione di fede e di una operazione esclusivamente mentale e spirituale, quando vogliamo rappresentarci questi misteri, o anche tener presente che tutto avviene all’interno del proprio spirito; ma sono modi troppo sottili per l’inizio, e fino a che Dio non ti innalzi un po’, ti consiglio, Filotea, di rimanere nella valle che ti vado indicando”. Anche noi, per oggi, ci fermiamo qui e, approfittando della domenica, vi proponiamo, al posto della consueta preghiera e dell’impegno quotidiano, di provare a fare questo piccolo “esercizio” di immaginazione. Buona giornata,

PG&PGR

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