19 Marzo 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

celebriamo oggi la solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, papà putativo di Gesù e Patrono della Chiesa universale. A lui, uomo giusto, sposo e padre premuroso, affidiamo il nostro lavoro odierno. Siamo al capitolo VIII della seconda parte della Filotea che Francesco di Sales intitola “Consigli molto utili sulla meditazione”; per brevità lo divideremo in due incontri. Bene, abbiamo terminato il tempo dedicato alla meditazione, siamo stati in compagnia del Signore, gli abbiamo aperto il nostro cuore…E mo’ che famo? Ci risponde il santo vescovo: “Devi portare con te soprattutto i propositi e le decisioni prese, per metterle in pratica immediatamente, nella giornata. E’ questo il frutto irrinunciabile della meditazione”. La meditazione, dunque, non può essere fine a se stessa, ma deve portare dei frutti e se questo non accade si rischia di renderla inutile e, addirittura, dannosa in quanto “le virtù meditate, ma non praticate, gonfiano lo spirito di presunzione e finiamo per credere di essere quello che ci eravamo proposto di essere: noi potremo diventare come ci siamo proposti di essere soltanto quando i propositi saranno pieni di vita e solidi”. Quanto avrà meditato e pregato il povero San Giuseppe, tra un lavoro e l’altro, dopo essersi reso conto che la sua promessa sposa è in attesa di un figlio del quale sa di non essere il padre? Lavora e, contemporaneamente, continua a pregare e meditare…si lascia guidare da Dio e prende la decisione più importante della sua vita: accoglie Maria come sua sposa! Torniamo alla Filotea. Non è certo sempre facile mettere in atto quello che il Signore vuole da noi, ma “occorre, con ogni mezzo, fare sforzi per metterli in atto, approfittando di tutte le occasioni sia piccole che grandi: per esempio, se ho preso la risoluzione di conquistare con la dolcezza il cuore di coloro che mi offendono, cercherò, nel corso della giornata, di incontrarli per salutarli amabilmente; e se non mi sarà dato di incontrarli, perlomeno parlerò bene di loro e pregherò Dio per loro”. Ciò che colpisce negli insegnamenti di Francesco è che, pur essendo un uomo di alta spiritualità, non perde mai di vista la vita pratica. Infatti aggiunge che, dopo aver pregato intensamente è necessario “rimanere un po’ in silenzio e riportare per gradi il tuo cuore dall’orazione agli affari, conservando il più a lungo possibile i sentimenti e gli affetti fioriti in te”. Non possono non venirci in mente le parole del “congedo” al termine della celebrazione Eucaristica: “Andate e annunciate il Vangelo del Signore”. Ma cosa succede, effettivamente, dopo queste parole del celebrante? Si scatena il “mercato”! E quei “sentimenti”, di cui si parla sopra, che fine fanno?

Preghiamo con le parole della Liturgia odierna

Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di San Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Amen.

Oggi è anche la festa dei papà. Vi raccomandiamo una preghiera particolare per loro, tanto per quelli ancora presenti in questa vita, quanto per quelli che sono già entrati nella luce della Resurrezione. Buona giornata,

PG&PGR

N.B.

Di seguito una delle preghiere più antiche per chiedere la protezione di San Giuseppe:

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa. Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
AMEN.

Potete leggere (o scaricare) cliccando qui la Lettera apostolica Patris corde dove Papa Francesco descrive, in modo tenero e toccante, San Giuseppe. Lettera pubblicata in occasione del 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe a Patrono della Chiesa universale (8 Dicembre 2020) quando ha indetto un Anno speciale di San Giuseppe

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