15 Aprile 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

è già capitato, nei mesi scorsi, di fare riferimento a quanto San Francesco di Sales dice a proposito del peccato e del Sacramento della Riconciliazione. Leggeremo insieme il testo, anche se distribuito in più parti, del XIX capitolo che egli intitola “La santa confessione”. Bisogna partire da un dato di fatto: è il sacramento più “disertato” passando da una concezione rigorista in cui “tutto è peccato”, a quella molto blanda del “nulla è peccato”. Quali le cause? Forse la principale è il relativismo, cioè quel “secondo me” che diventa un assoluto e che ha fatto perdere, in molti, il vero senso del peccato. Si deve dire, ad onor del vero, che  anche la poca disponibilità di alcuni sacerdoti ha fatto la sua parte. Non parliamo poi di quelli che non hanno ancora ben capito di essere ministri della misericordia di Dio e non giudici…! Ma lasciamo la parola a Francesco che inizia il capitolo con questa esortazione: “Il nostro Salvatore ha lasciato alla sua Chiesa il sacramento della Penitenza o Confessione perché potessimo purificarci dalle nostre iniquità, per numerose che siano, tutte le volte che ci infanghiamo. Perciò, Filotea, non tollerare mai per lungo tempo che il tuo cuore rimanga contagiato dal peccato, disponendo tu di un rimedio sempre pronto e facile da applicare.” Quando siamo malati nel corpo ricorriamo al medico affinché possa indicarci come guarire. Perché non farlo anche per i “malanni” spirituali? Continua: “L’anima che ha acconsentito al peccato deve avere orrore di se stessa e ripulirsi immediatamente, per rispetto alla Maestà divina che sempre la segue. Perché vogliamo lasciarci morire spiritualmente quando abbiamo a disposizione un rimedio così sicuro?” Bella domanda che ci fai, caro Francesco! Secondo le indicazioni pastorali del suo tempo egli consiglia la confessione settimanale. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma quali peccati gravi posso commettere in una settimana? Risposta: molti di più di quanto crediamo e questo dipende dal tipo di vita che conduciamo e quale rapporto abbiamo con il Signore tenendo ben presente che “con la confessione, non soltanto riceverai l’assoluzione dei peccati veniali confessati, ma anche una grande forza per evitarli in avvenire, una grande chiarezza per distinguerli e una efficace grazia per rimediare a tutto il danno che ti hanno causato. Praticherai la virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della semplicità e della carità; con il solo atto della Confessione praticherai più virtù che con qualsiasi altro.” Questa “grande forza” è quella derivante dalla grazia sacramentale che, oltre al perdono, ci “ricarica” spiritualmente. La sua grande esperienza di direttore di anime spinge il Salesio a mettere in guardia contro l’abitudine e le confessioni “meccaniche” dicendo che “molti si confessano dei peccati veniali per abitudine, quasi meccanicamente, senza pensare minimamente ad eliminarli; e così per tutta la vita ne saranno dominati e perderanno molti beni e frutti spirituali. Se, per esempio, ti confessi di aver mentito senza recar danno, o di aver detto qualche parola grossolana, o di aver giocato troppo, pentiti e fa proposito di correggerti; è un abuso confessare un peccato, sia mortale che veniale, senza aver intenzione di emendarsene, perché la Confessione è stata istituita proprio per quello scopo.” Bisogna quindi riscoprire la bellezza di questo sacramento per ritrovare la forza di superare tanti “scogli”. Il tempo pasquale che stiamo vivendo è un’ulteriore opportunità che il Signore ci offre.

Preghiamo

Signore, risveglia in noi il desiderio della Tua misericordia, del Tuo perdono, della Tua amicizia e allontana da noi la tentazione di sentirci autosufficienti, autogiustificati e auto-assolti. Amen.

Chissà se riusciremo, in questi giorni, a rinnovare in noi la grazia sacramentale della Riconciliazione. Buona giornata,

PG&PGR

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