23 Giugno 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

come certamente saprete, uno dei sette vizi capitali, cioè quelli che riguardano la profondità della natura umana, è l’avarizia che, difficilmente, si è disposti a riconoscere. E’ lo stesso Francesco di Sales che lo afferma: ”Nessuno al mondo vorrà mai ammettere di essere avaro! Tutti negano di essere contagiati da questo tarlo che inaridisce il cuore.” Non si può negare: l’avarizia somiglia proprio al tarlo che consuma il legno (leggi cuore) silenziosamente, quasi invisibilmente, lasciando piccolissime tracce che, essendo polverizzate, scompaiono facilmente. Può anche camuffarsi ed apparire come semplice parsimonia, attenzione al risparmio e all’economia e trovare degli alibi, proprio come dice il Nostro: “Chi adduce a scusa il pesante fardello dei figli, chi la necessità di crearsi una posizione solida. Non si possiede mai abbastanza; si scopre sempre un motivo per avere di più”. L’avaro, come il superbo, il goloso, l’iracondo, l’invidioso, il lussurioso e l’accidioso, avrà sempre, per se stesso (mai per gli altri), delle giustificazioni che, spesso, ne impediscono il riconoscimento e l’ammissione: “Quelli poi che sono avari più degli altri, non ammetteranno mai di esserlo, e il bello è che, in coscienza, sono proprio convinti di non esserlo! L’avarizia – continua - è una febbre maligna, che più è forte e bruciante e più rende insensibili.” Questo vizio molto spesso deriva dalla sete di possesso, di denaro, di potere e siamo certi di non esagerare dicendo che molti dei mali della società hanno la loro origine in questa “sete”: c’è sempre chi è disposto a “vendere l’anima al diavolo” pur di avere sempre di più. Francesco aggiunge: “Se desideri lungamente, ardentemente e con ansia i beni che non possiedi, hai un bel dire che non li vuoi acquistare ingiustamente. Non sarà per questo che cesserai di essere un autentico avaro. Chi brama di bere con arsura, con insistenza e con ansia, anche se desidera bere solo acqua, dimostra chiaramente di aver la febbre.” Inoltre, non di rado questa “febbre” trasforma l’avarizia in inganno, raggiro, truffa, sfruttamento e, quel che è peggio, sempre a danno dei più deboli e indifesi. Per questo bisogna stare attenti a non confondere l’avarizia con la prudenza…

Preghiamo

O Dio nostro Padre, il mondo non solo vuole nasconderti, ma cerca di sostituirti con una falsa “divinità”, il dio denaro. Liberaci da questo inganno e donaci un cuore libero da ogni desiderio che ci allontana da Te. Amen

Ed oggi potremmo impegnarci un po’ di più nel dare che nell’avere? Buona giornata,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.